Anche un sottile raggio di sole, in una giornata piuttosto uggiosa, ha salutato ieri la posa nel parchetto dell'ospedale San Camillo Forlanini della «Tete de Cariatide», una preziosa riproduzione in bronzo dell'originale di Amedeo Modighani (ma più imponente, con i suoi due metri e dieci di altezza, che ha portato con sè la bellezza delle opere firmate dall'artista livornese e una rinnovata, concreta, fiducia nella creazione più vicina, della «Casa di Modigliani» a Roma: «Speriamo», ha detto Christian Parisot, presidente del Modigliani Institute Archives legales Paris-Rome, «che sarà la Capitale a custodire i materiali sulla vita e l'opera di Amedeo Modigliani e a metterli a disposizione, anche on line, degli studenti, degli studiosi, degli appassionati». E Roma è stata preferita a Barcellona. Tokyo. Lussemburgo. che volevano a casa propria questi materiali. Il Comune, ha sottolineato il vice sindaco Maria Pia Garavaglia, «si impegna a trovare a breve un edificio dal sapore storico o un terreno per far vivere la "Casa" di un grande artista come Modigliani, in una Roma che non è un museo a cielo aperto, ma sa portare la cultura del bello dove c'è sofferenza». E proprio per colmare il vuoto di attenzione nei confronti dell'opera di Amedeo Modigliani che gli Archives, e in particolare la nipote dell'artista Laure Modigliani Nechtschein, hanno deciso di donare la «Testa della Cariatide» al San Camillo e di posizionarla all'aperto, affinché tutti possano ammirarla: «Non c'è artista che abbia omaggiato di più la figura umana, come Modigiiani» ha spiegato Christian Parisot «il San Camillo è la collocazione adatta per questa creazione, un pezzo di natura umana in un luogo dove l'uomo è in primo piano». Da quell'angolo del metrò parigino che ne vide la nascita, è tornata dopo quasi cent'anni di solitudine a far parlare di sè, la «Testa della Cariatide» ha dunque trovato casa nella Capitale: «Sanità e cultura, un binomio importante» ha confermato il ministro della Salute Livia Turco «per rendere più accoglienti le strutture sanitarie pubbliche». Lo stesso Modigliani fu curato a Roma, nello Spallanzani per tubercolosi. Era il 1901. I pazienti e gli operatori del San Camillo si avvicinano, con ammirazione, a leggere le parole dell'artista riportate davanti alla preziosa statua frasi, che sembrano esser trasportate da un vento misterioso: «Roma è l'orchestrazione di cui mi circondo, la sfera in cui mi chiudo e in cui depongo i miei pensieri...».