Undici soprintendenti pronti a scendere in campo. Finalmente si farà l'orale. Il Tar del Lazio ha sbloccato il concorso per dirigenti storici dell'arte che l'anno scorso suscitò clamore (Sgarbi non vi fu ammesso) e ricorsi: furono ammessi in 48, di cui molti giovani o relativamente tali, ma sette tra i bocciati allo scritto, tra cui studiosi che avevano retto soprintendenze da «reggenti», fecero ricorso sostenendo, tra le altre contestazioni, che la commissione esaminatrice aveva impiegato troppo poco tempo a esaminare i testi e che il bando non considerava le esperienze acquisisite sul campo e le pubblicazioni; il ministero sospese tutto, gli ammessi all'orale allora presentarono a loro volta ricorso contro il dicastero e contro chi aveva fatto ricorso. Un groviglio. Il Tar ora ha deciso: gli ammessi possono scordarsi un risarcimento danni, il ministero ha agito nell'interesse pubblico, ma sostanzialmente vincono. Il Tar sblocca la loro causa e respinge quella dei reggenti, giudicando che poggiasse su criteri troppo vaghi ma osservando in primo luogo che dal 2004 uno può andare a guidare una dirigenza tecnica per semplici esami, cioè tramite concorso, lì si valuta. In sostanza: anche i «giovani» possono gareggiare alla pari.