CAGLIARI. La commissione regionale per il Paesaggio ha deciso: Tuvixeddu sarà diviso in quattro aree. Oggi i commissari ufficializzeranno la mappa. Nella prima area nulla potrà essere costruito. In quegii ettari, la Regione realizzerà il parco archeologico Karalis anche con i finanziamenti promessi dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli. Nella seconda area, saranno ammesse soltanto ristrutturazioni orientate, con limiti vincolanti sull'altezza e sulla tipologia delle costruzioni. Nella terza area varrà il principio della tutela parziale, con molte meno imposizioni ma comunque nel rispetto degli indirizzi previsti dal piano urbanistico comunale. Infine, l'area marginale con poche limitazioni anche se le costruzioni dovranno essere rispettose dell'ambiente. A quel punto, saranno i nuovi confini a far capire quali cantieri bloccati dal maxi vincolo della Regione potranno riaprire e quali invece resteranno chiusi per sempre. La mappa finale non dovrebbe essere molto diversa da quella votata nella riunione fiume del 12 febbraio, quando il solo soprintendente ai Beni archeologici, Vincenzo Santoni, votò contro l'ipotesi delle quattro aree, passate invece a larga maggioranza. Otto voti a favore su nove per ribadire quanto scritto dalla Regione: «Tuvixeddu è un'area di notevole interesse pubblico». Tutela integrale. E l'area più vasta del colle ed è compresa tra via Is Maglias, via Montello, via Sant'Avendrace e il canyon. Qui la Regione vuole realizzare il parco archeologico Karalis e qui il cemento sarà bandito. Questo vuol dire che Coimpresa dovrà rinunciare alla ristrutturazione di villa Mulas, alla sala congressi affacciata su via Is Maglias, alla strada a quattro corsie che attraversa il canyon e sbuca in viale Sant'Avendace. Resta da capire che fine faranno le due palazzine del gruppo Cualbu autorizzate prima del Piano paesaggistico regionale e quindi non azzerabili dal nuovo regime di tutela: decideranno gli avvocati della Giunta regionale. Con l'imposizione integrale, il Comune dovrà rinunciare invece al parco nautralistico appaltato nel 2003 alle imprese Ecosabina, Agribiotec ed Ecoflora. Se in quest'area la Regione non riuscirà a mettersi d'accordo con i privati, sceglierà la linea dura: esproprio. Tutela orientata. Sarà tra viale Merello, viale Trieste. Il che vorrà dire, innanzitutto, l'immediato riavvio dei lavori al Teatro Massimo, nel Corso, oltre a via Cadello e nel cantiere dell'Università. Bisognerà vedere però se il progetto del Comune per il teatro passerà indenne al setaccio dei nuovi vincoli, visto che saranno ammesse ristrutturazioni ma non sopraelevazioni per evitare che sia compromessa la vista sul parco. Tutela parziale. Interesserà gran parte di via Is Mirronis, dove i limiti sono quelli già previsti dal piano urbanistico comunale. Avranno un peso anche gli indirizzi della Regione sull'ospedale Santissima Trinità, destinato a essere chiuso. Tutela marginale. E' l'area che confina con piazza Sant'Avencirace e piazza San Michele, dove non esiste alcun vincolo mentre la commissione ipotizza un controllo caso per caso. Se oggi la commissione per il Paesaggio ufficializzerà i confini, nei successivi trenta giorni potranno essere presentati ricorsi o proposte e nei successivi due mesi la Regione dovrà ratificare o meno la mappa.