CAGLIARI. L'accordo di programma del 2000 può essere azzerato o rivisto: «Sarebbe meglio, molto meglio rimodularlo». Il presidente della Regione Renato Soru ieri è stato meno duro del solito sul caso Tuvixeddu. «Siamo per il dialogo e chiediamo alle parti di ridiscutere l'accordo», ha detto il governatore nell'aprire la riunione convocata in viale Trento, presenti Comune e Coimpresa. Riunione voluta dalla Regione per ridiscutere i progetti pubblici (non le lottizzazioni) previsti dal piano integrato di area: il parco archeologico comunale, finanziato e appaltato, e la ristrutturazione di Villa Muscas, che per Coimpresa doveva essere il polmone culturale del quartiere alle pendici del colle. Si badi bene, la disponibilità del presidente non va letta come un passo indietro. Non a caso Soru e l'assessore Carlo Mannoni, in apertura, hanno ribadito i poteri indiscutibili della Regione su Tuvixeddu, le prerogative previste dal Codice Urbani e la prevalenza del piano paesaggistico su qualunque accordo di programma: sotto questo punto di vista, nulla è davvero cambiato. E' stato diverso solo l'approccio, con l'intento chiaro di evitare lo scontro istituzionale col Comune e il possibile contenzioso giudiziario con Coimpresa. L'assessore comunale all'Urbanistica, Gianni Campus, delegato dal sindaco Emilio Floris, e il rappresentante di Coimpresa, Gualtiero Cualbu era a Milano impegnato in alcuni consigli d'amministrazione, hanno ascoltato senza dare risposte immediate all'ipotesi di dialogo. Dialogo che il presidente considera la "migliore strada possibile" per Tuvixeddu, soprattutto dopo che questo percorso è stato prospettato alle parti dal ministro Francesco Rutelli: «L'intesa è possibile, si possono trovare ragionevoli accordi». Che qualcosa stesse per cambiare lo si era intuito anche dalla dichiarazione del governatore sui posti di lavoro azzerati con la chiusura dei cantieri: «Non stiamo mandando alla fame nessuno. Quei lavoratori andranno a costruire da una'altra parte e decideremo insieme dove». Insieme, appunto, questa è la speranza. Così meno duro del solito dicono i testimoni il presidente ha fatto capire agli interlocutori che non vuole arrivare al braccio di ferro, agli espropri, al colpo di spugna che cancellerebbe l'accordo di programma. «Siamo qui ha detto per proporre una rimodulazione, necessaria perché in sette anni l'interesse pubblico su Tuvixeddu è aumentato e non è più possibile realizzare quanto previsto a suo tempo». Ed è chiaro, a questo punto, cosa vuole oggi la Regione per il colle: un parco molto più grande di quello ipotizzato dal Comune, niente cemento intorno alla necropoli e tutela "orientata" nelle aree adiacenti. Sono questi i tre punti chiave della delibera approvata dalla Giunta all'inizio di febbraio e inserita nel progetto Karalis, il parco dei colli. A questi punti chiave Soru non vuole certo rinunciare, è la sua strategia ad essere cambiata. Quali effetti avrà l'ultimo passo della Giunta regionale è presto per dirlo. Il rappresentante della Coimpresa è uscito dalla riunione con quattro fogli zeppi di appunti e subito dopo l'ufficio stampa del gruppo Cualbu ha dichiarato: «Dobbiamo valutare la novità, se questa è una novità, con i nostri legali», confermando, perché non ci siano equivoci, che ben tre avvocati (Agostinangelo Marras, Pietro Corda e Antonello Rossi) hanno già il mandato di presentare il ricorso amministrativo sulla chiusura dei cantieri. Una posizione attendista, anche se altre fonti fanno sapere che "Coimpresa non rinuncerà mai ai suoi diritti e che sta per quantificare i danni subiti dopo aver visto svanire il progetto del nuovo quartiere". La posizione intransigente potrebbe però cambiare se dalla Regione dovesse arrivare la proposta su dove il gruppo potrebbe costruire, in alternativa, almeno una parte della lottizzazione ex Tuvixeddu. Una delle aree ideali è via Is Mirrionis, dove oggi c'è l'ospedale Santissima Trinità, destinato alla chiusura secondo il piano sanitario regionale. Ma questa è soltanto un'ipotesi, per adesso da Coimpresa arrivano solo segnali "della prossima e sicura battaglia legale, perché il diritto sta dalla nostra parte". Resta da capire quale sarà la posizione della Giunta comunale: andrà allo scontro istituzionale o comincerà a trattare? Avant'ieri Forza Italia, il partito del sindaco, ha soffiato sul fuoco della polemica e accusato "Il governatore di voler tagliar fuori la città dalla discussione sul suo futuro" ma adesso la Giunta Floris potrebbe scegliere toni più morbidi. Alla fine della riunione l'assessore all'Urbanistica, Gianni Campus, ha detto: «Noi abbiamo ribadito più volte che l'accordo di programma non può essere cancellato all'improvviso ed ecco perché la proposta di rimodulazione che non vuol dire azzeramento, è un passo in avanti». La Giunta Floris deciderà il da farsi nelle prossime settimane e forse la discussione, in via Roma, ripartirà dalle ultime dichiarazioni (anche queste distensive) del sindaco: «Qualunque contratto può essere migliorato, anche l'accordo di programma su Tuvixeddu, ma stravolgerlo è impossibile. Si rischiano contenziosi che porterebbero alla paralisi e all'abbandono dell'area». I contenziosi che Soru non sembra più volere.