« E'inutile che insista: non parlerò dei Dico, e neppure della politica estera. Sono qui per segnalare la forte collaborazione tra la Regione e il Governo». Onorevole Rutelli, il leader della Fiom Cgil Cremaschi l'ha criticata duramente per le sue previsioni catastrofiche su Vicenza. E lei non risponde? «Abbiamo firmato un'importante intesa sul paesaggio e i beni culturali. La Regione ha fatto scelte giuste, orgogliose e coraggiose. Lo dico da vicepresidente del Consiglio, non soltanto da ministro». Lei conferma che la Sardegna, dotandosi del Piano paesistico regionale, è la prima in Italia a mettersi in regola con il codice del suo predecessore di Forza Italia, il ministro Urbani? «Proprio così. La Giunta Soru ha promosso un cambiamento di rotta, ponendo al centro della sua azione i valori della storia e del paesaggio. Su questa strada troverà la collaborazione e l'impegno del ministero. Non si tratta soltanto di un accordo fra istituzioni: a beneficiarne saranno i cittadini, che finalmente potranno contare su procedure amministrative più veloci». C'è chi, nel caso di Tuvixeddu, ad esempio, denuncia danni all'occupazione e allo sviluppo economico. Che ne pensa? «Le politiche di sviluppo portano occupazione nuova e diversa quando sono sostenibili dal punto di vista della qualità territoriale e della tutela del paesaggio e dell'ambiente. Ricordo il caso dei sassi di Matera, che 40 anni fa erano il simbolo stesso della miseria: Pasolini giro lì Il Vangelo secondo Matteo. Oggi un metro quadro vale più di quattro milioni di euro. Non è detto che una brutta palazzina sia un valore maggiore di una rilevante attività di tutela. Ciò non significa che si debba bloccare lo sviluppo o l'edilizia. Si deve cercare di farli bene». Contesta il cemento. E le grandi opere? «Sulla Tav e altri interventi infrastrutturali dovremmo essere più veloci nell'autorizzare trasformazioni del territorio, indispensabili per la mobilità e per la vita delle persone. Invece dobbiamo essere assai più cauti rispetto ai processi di degrado e di cementificazione che si stanno moltiplicando». Mette la Sardegna fuori dal mazzo delle aree a rischio? «La Regione ha induhbiamente avviato una svolta nelle politiche della pianificazione territoriale e della tutela del paesaggio. Ha imposto un cambio di rotta coraggioso. Non c'è duhbio che ciò che sta facendo riguarda l'identità più profonda di questo territorio». E per queste ragioni che ha voluto essere al museo di Sa Corona Arrubia, inedito esempio di collaborazione fra Comuni e di un tentativo di innestare una politica di sviluppo in un'area interna puntando su cultura e turismo? «In Italia non bisogna continuare a promuovere solo il "turisdotto" ossia il condotto dei turisti che vanno a Roma a vedere soltanto San Pietro, a Firenze per gli Uffizi e a Venezia in piazza San Marco. E' quello che chiamo ironicamente il triangolo dei bermuda, dei turisti mordi e fuggi. Qui si punta invece sulle zone interne, che meritano uno sviluppo durevole, per tutto l'anno. Troppo a lungo la Sardegna è stata presa d'assalto per 15 giorni solo d'estate e sulle coste. Occorre una svolta. Sono felice che le prime due scelte dell'Unesco nel riconoscere il patrimonio immateriale in Italia siano stati i Pupi siciliani e i Tenores sardi». Ma il governo terrà sull'Afghanistan? «Arrivederci, e complimenti per i nuraghi».
Rutelli: collaboreremo con la Sardegna
Il ministro della Regione Sardegna, Onestino Rutelli, ha criticato duramente la politica estera del governo, ma ha espresso la sua soddisfazione per la collaborazione tra la Regione e il Governo. Ha firmato un accordo con il Ministero per la tutela del paesaggio e dei beni culturali, e ha promosso un cambiamento di rotta nella politica di sviluppo della Sardegna. Ha anche espresso la sua disapprovazione per le politiche di sviluppo che portano a danni all'occupazione e allo sviluppo economico. Ha chiesto di fare meglio lo sviluppo e di non bloccare le grandi opere, ma di farele in modo da non danneggiare il paesaggio e l'ambiente.
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