Alla scoperta della madre di tutte le biblioteche: patrimonio ricchissimo, pass contingentati Una sede storica con tante virtù e qualche difetto. Per le interminabili procedure di consultazione dei libri in alcuni settori Le biblioteche sono come le automobili. Ci sono le utilitarie, ci sono le Ferrari, e poi ci sono le auto storiche, da esposizione. La biblioteca dellArchiginnasio, in Piazza Galvani 1, appartiene a questultima categoria. Preziosa, perché con il suo patrimonio di oltre 850mila volumi, di cui 2500 incunaboli, edizioni precedenti il quindicesimo secolo, è la più grande biblioteca comunale dItalia. «Tra le più belle del mondo», ha detto Carlo Ginzburg che tante ne ha visitate. E prestigiosa. Perché collocata nello storico palazzo costruito fra il 1562 ed il 1563 per volere del Legato pontificio cardinale Carlo Borromeo su progetto dellarchitetto bolognese Antonio Morandi, detto Terribilia. Ricca e sofisticata. Tanto da peccare un poco, questo il suo solo neo, di formalismo. Procedure complesse per entrare. Libri propri contingentati dalla mattina. Pass e cedole da cambiare e scambiare allingresso. Uno scotto obbligato da pagare, per una biblioteca che deve conservare e salvaguardare un patrimonio ingentissimo di volumi depoca. Quasi una filosofia, più che una scelta. Lunghi tavoli di legno scuro. Panche. Alti soffitti a cassettoni. Scaffali di libri antichi. Un archivio storico ricchissimo. A chi entra, questa appare la biblioteca per antonomasia. Silenziosa e austera. Più informale la sala di lettura adiacente. Dove è possibile studiare su libri propri, e dove ci sono 28mila volumi a scaffale aperto. E soprattutto qui che "abitano" gli studenti. Le altre sale hanno una età media più alta. E un curriculum di ricercatori, docenti, studiosi, tra cui anche molti stranieri. "Quello è il nostro pubblico di riferimento" spiegano i responsabili della biblioteca. Chi la frequenta, ne apprezza soprattutto il silenzio e lordine, che si traduce in efficienza. Guido, 41 anni, è un ricercatore del Dipartimento di Storia Antica. "Questa è una signora biblioteca. Cè latmosfera giusta per concentrarsi. Ha un archivio ricchissimo. E un banco di consultazione veloce, che in venti minuti ti fornisce il libro giusto". Problematica solo la distribuzione dei volumi cosiddetti "della soffitta", che vengono prelevati solo due volte al giorno dai bibliotecari. Entusiasti anche gli studenti, che ne apprezzano la tranquillità. Un po meno il rigore. "Interminabili le procedure di entrata" racconta Laura, 21 anni, di giurisprudenza: chi arriva deve, nellordine: consegnare un documento allingresso, sistemare gli abiti e le borse in un armadietto, ritirare una cedola, passare attraverso i metal detector. E solo allora, finalmente, entrare. "A questo si aggiunge che a volte non si possono portare dentro libri propri". Il regolamento è severo su questo: allArchiginnasio possono entrare al massimo 100 libri "esterni" al giorno. Altri problemi: "Poche postazioni internet spiega Guido, ricercatore ce ne sono solo quattro e sono spesso occupate". Burocratica e un po obsoleta nelle procedure, lArchiginnasio si rifà però in quello che più conta. Lo dice Elena, 25 anni, allultimo anno di Filosofia: "Completezza, ricchezza dellofferta. E anche, perché no, bellezza dellambiente. Leggere e scrivere in un luogo come questo, è sempre dispirazione". (2-continua)
BOLOGNA. Quel paradiso dellArchiginnasio così perfetto, così ingessato
La biblioteca dellArchiginnasio a Bologna è una delle più grandi e prestigiose del mondo, con oltre 850mila volumi, tra cui 2500 incunaboli. È collocata nello storico palazzo costruito nel 1562 e presenta un'atmosfera silenziosa e austera. La biblioteca ha procedure complesse per l'ingresso, con pass e cedole da cambiare e scambiare, e uno scotto obbligato per una biblioteca che deve conservare e salvaguardare un patrimonio ingentissimo. La sala di lettura è più informale e offre 28mila volumi a scaffale aperto, mentre le altre sale hanno una età media più alta e un curriculum di ricercatori e studiosi.
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