IL VIAGGIO Gli esempi più eclatanti in città da Punta Perotti a Poggiofranco Punta Perotti è il caso limite. La storia più eclatante. Ma poi ci sono gli altri. I palazzi che sono stati costruiti per gli studenti o le forze di polizia e che sono stati trasformati in eleganti complessi residenziali. E quella delledificio che al massimo avrebbe potuto ospitare un asilo o un ufficio postale e che invece è lunica sede degli uffici giudiziari confiscata in Italia. Lo scandalo di lama Balice, le proteste dei cittadini che hanno comprato e pagato, le richieste di spiegazioni al Comune: è tutto già visto. I palazzoni di Punta Perotti sono caduti giù il 2 aprile dellanno scorso. Tre esplosioni e lecomostro della città è stato abbattuto. Erano stati costruiti troppo vicino al mare, in una zona dove anche un chiosco di cemento sarebbe stato illegale: per questo motivo gli edifici che dovevano essere trasformati in residenze eleganti, con vista sullAdriatico e sulla città vecchia, sono stati demoliti. Il sindaco Michele Emiliano ha applicato lordine dei giudici. E alla confisca è seguita la demolizione. Ora dove cera il cantiere cè un prato. «Nascerà un parco», assicurano dallamministrazione comunale. In via Nazariantz cè invece un palazzo. E un cartello: "Stabile sottoposto a sequestro". Ma ledificio dal 16 gennaio del 2006 è sottoposto a confisca. Ospita gli uffici della procura e quelli del tribunale. Per i sostituti procuratori Roberto Rossi e Renato Nitti prima e per il giudice Rosa Calia Di Pinto poi è frutto di una lottizzazione abusiva. I costruttori Antonio e Giuseppe Mininni sono stati assolti, ma limpostazione dellaccusa non cambia. In via Nazariantz il piano regolatore immaginava "servizi per la residenza": parchi, uffici postali o scuole materne. Il Palazzo di giustizia non era previsto. La sentenza di confisca non è definitiva. L11 aprile si pronuncerà la Cassazione, poi si vedrà. Ledificio diventerà di proprietà del Comune, che pure non ha mai imposto lalt alla realizzazione di quelledificio e alla sua trasformazione in sede degli uffici della procura e del tribunale. Nel quartiere Poggiofranco, invece, quella che sulla carta doveva diventare una Casa dello studente è diventato un complesso di eleganti appartamenti. Il sostituto procuratore Ciro Angelillis ha cominciato ad indagare nel 97. E ha disposto il sequestro. In primo e in secondo grado gli imprenditori Giuseppe e Pietro Rubino sono stati assolti. Ma la storia è complessa. I costruttori hanno continuato i lavori, dopo la prima inchiesta, e così ora nelle aule del tribunale è finita la seconda tranche delle indagine. Il caso è interessante, costituisce un precedente. Perché per la prima volta a Bari, per un palazzo costruito con procedure ritenute non regolari dalla procura, sul banco degli imputati ci sono anche tre tecnici comunali, accusati di aver concesso le concessioni edilizie consentendo di fatto la ripresa dei lavori. Per la procura, quindi, le responsabilità sono dei costruttori e dei dirigenti comunali che hanno rilasciato i nulla osta. E nella mappa dei palazzi vietati, Poggiofranco occupa una posizione di primo piano. In via Pappacena cè un cantiere sequestrato, il rustico di quello che doveva diventare un complesso edilizio. Appartamenti già venduti, famiglie pronte a pagare. Il sostituto procuratore Roberto Rossi sostiene che su quei terreni non potevano essere realizzate residenze private, ma alloggi per le forze di polizia. Così è scattato il sequestro. Lama Balice e lo scandalo dei palazzi costruiti a pochi passi dalla lama è arrivato dopo. (g.d.m.)
Quei cantieri nella bufera fra cemento e carte bollate
Il Comune di Bari ha demolito tre palazzoni a Punta Perotti, costruiti troppo vicino al mare, in una zona dove era illegale costruire. Il sindaco Michele Emiliano ha applicato l'ordine dei giudici e la confisca è seguita dalla demolizione. In via Nazariantz, invece, un palazzo è stato confisca e ospita gli uffici della procura e del tribunale. La sentenza di confisca non è definitiva e la Cassazione si pronuncerà il 11 aprile. Nel quartiere Poggiofranco, invece, una Casa dello studente è diventato un complesso di eleganti appartamenti. Il sostituto procuratore Ciro Angelillis ha cominciato ad indagare nel 1997 e ha disposto il sequestro.
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