MERCOLEDÌ, 21 FEBBRAIO 2007 Pagina XI - Bari La tecnologia del sistema QuickBird ha individuato larea fra Puglia e Basilicata I ricercatori: "Con questa tecnologia stiamo esplorando anche il Foggiano" -------------------------------------------------------------------------------- Una semplice anomalia nel terreno, rilevata da sensori di ultima generazione: è bastato questo a destare lattenzione degli scienziati del Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza. Le loro "antenne", allenate a navigare nelluniverso della ricerca scientifica, hanno immediatamente individuato la singolarità della scoperta: con laiuto degli Sherlock Holmes artificiali, nella fattispecie i sensori simili a quelli utilizzati su QuickBird, il satellite di Google Earth - un software tridimensionale che permette di visualizzare fotografie aeree e satellitari della Terra con un dettaglio molto elevato - hanno individuato, per la prima volta, tracce di strutture sepolte, appartenenti a villaggi medievali abbandonati a Monte Irsi. Si tratta di unarea al confine fra Puglia e Basilicata di rilevante interesse archeologico, ricca di reperti greci e romani, studiata per anni, oltre che dagli esperti locali, dal professor Alastair Small dellUniversità di Alberta, Canada: Monte Irsi fu abbandonato intorno al 1360 quando gli ultimi abitanti, con lultimo monaco benedettino, si ritirarono a vivere tra le mura più sicure di Montepeloso. Oggi con la scoperta del Cnr di Potenza si celebra quindi nel Mezzogiorno dItalia un "matrimonio" senza precedenti e fra due partner solo apparentemente agli antipodi: la ricerca scientifica più avanzata e larcheologia. A "vedere" le tracce dellinsediamento abbandonato da secoli è stato il team di ricercatori Cnr dellImaa (Istituto di metodologie per lanalisi ambientale) e dellIbam (Istituto per i beni archeologici e monumentali diretto da Francesco DAndria), guidato da Rosa Lasaponara e Nicola Masini. I ricercatori hanno utilizzato un metodo basato sulla elaborazione di dati multispettrali ad alta risoluzione da loro stessi sviluppato. Si tratta di un nuovo approccio, basato sullimpiego di tecniche di elaborazione dei dati satellitari forniti appunto dal satellite di Google Earth. «I dati resi disponibili dal satellite - spiega Rosa Lasaponara - offrono possibilità di elaborazione maggiori rispetto alle tradizionali foto aeree. La presenza di strutture sepolte nel sottosuolo modifica le proprietà di superficie, ossia la crescita della vegetazione, i valori di umidità del suolo, laltimetria del terreno, producendo tracce non sempre visibili dallocchio umano e neanche da foto aeree, ma rilevabili solo grazie alla disponibilità di dati multispettrali, ossia acquisiti in differenti bande dello spettro elettromagnetico. La visibilità di tali tracce - aggiunge la ricercatrice - è stata poi enfatizzata mediante analisi statistiche in grado di accentuare il contrasto tra le superfici sovrastanti le strutture sepolte e quelle circostanti». E la scoperta di Monte Irsi non è lunico successo ottenuto dagli scienziati del Cnr di Potenza. «Anche nella zona di Monte Serico, in Basilicata - spiega Nicola Masini - siamo riusciti a ricostruire la "forma urbis" di un villaggio medievale, già scoperto da noi nel 1995 con lausilio di immagini aeree». E non è ancora tutto. A Metaponto, lelaborazione di immagini QuickBird sta consentendo di rilevare anomalie riferibili ad antiche divisioni agrarie e a canali di drenaggio realizzati oltre 2000 anni fa, in epoche durante le quali i livelli delle falde e la costa del mare erano diversi rispetto ad oggi. A confermarlo sono i numerosi paleo-alvei, alcuni già individuati dallarcheologo Adamesteanu negli anni Sessanta, altri scoperti dai ricercatori del Cnr con lausilio delle immagini satellitari, che stanno restituendo un reticolo idrografico sepolto molto diverso da quello attuale. «Queste scoperte - conclude Masini - non solo aprono nuove prospettive di conoscenza delle dinamiche insediative nel territorio di Metaponto, dallVIII secolo avanti Cristo al Medioevo, ma forniscono anche utili informazioni sullevoluzione del paesaggio e dellambiente nel litorale ionico, da correlare a fattori di tipo climatico e tettonico». Attualmente il team del Cnr si sta occupando dei torrenti Celone e Cervaro, nella zona del Tavoliere, vicino a Lucera, dove si registra una delle più alte concentrazioni di insediamenti neolitici dEuropa. «Numerose campagne di scavo a partire dai primi anni Cinquanta - spiega larcheologa Anna Maria Tunzi - hanno infatti portato alla luce villaggi di notevoli dimensioni, protetti da fossati e costituiti da compound di forma circolare e semicircolare, sui quali venivano realizzate le capanne». E da questa ricerca dipenderà linstallazione di pale eoliche sulla quale la Soprintendenza archeologica della Puglia sarà chiamata ad esprimere un parere di competenza.
Il Cnr scopre a Monte Irsi un villaggio sepolto dal 1300
Il Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza ha utilizzato la tecnologia del satellite QuickBird per individuare strutture sepolte nel sottosuolo di Monte Irsi, al confine fra Puglia e Basilicata. I ricercatori hanno utilizzato dati multispettrali ad alta risoluzione per rilevare le tracce delle strutture, che sono state poi analizzate con tecniche statistiche. La scoperta è stata possibile grazie all'utilizzo di immagini satellitari fornite da Google Earth. Il team di ricerca ha anche individuato tracce di villaggi medievali abbandonati a Monte Serico e ha rilevato anomalie riferibili ad antiche divisioni agrarie e canali di drenaggio a Metaponto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo