IL CASO NEW YORK SARÀ stato anche trafugato o pagato 950 lire italiane del tempo, che oggi equivalgono a 64 centesimi di dollaro, ma il Metropolitan Museum che ha rimandato in Italia un prezioso vaso etrusco qualche mese fa non ha alcuna intenzione di restituire «la biga rapita» che l'astuto banchiere John Pierpont Morgan fece arrivare prima in Francia illegalmente e quindi negli Stati Uniti, dove dal 1903 è diventata patrimonio del Metropolitan. IL DIRETTORE del museo americano Philippe De Montebello non è disponibile nemmeno per un minimo commento, ma il suo portavoce, Harold Holzer è lapidario quando afferma: «Non ci sono basi legali per restituire la 'biga rapita'», capolavoro dell'arte etrusca di 2500 anni fa. «Non si può improvvisare, cambiare la storia del mondo e dei commerci, su una transazione avvenuta più di un secolo fa». In altre parole i funzionari dei musei americani, da Boston a Los Angeles fino a Manhattan, dopo aver fatto la faccia rossa quando si è scoperto che le loro fondazioni erano piene di pezzi procurati illegalmente o trafugati, adesso cominciano a far valere una sorta di diritto di usucapione, lo «statute of limitation». John Pierpont Morgan, che al contadino di Monteleone, dove il reperto etrusco venne trovato, diede a malapena i soldi per riparare il tetto della sua casa, sapeva esattamente su che cosa aveva messo le mani e conservò «la biga rapita» per molti anni in un forziere del «Credit Lyonnais» prima di farla arrivare al Metropolitan per poi candidarsi l'anno successivo alla presidenza del prestigioso museo. MA C'È FORSE un'altra ragione, anche questa non tra le più nobili, che spinge gli americani a resistere. Il 20 aprile verranno inaugurate al Metropolitan le nuove gallerie greca e romana e il «carro etrusco» viene indicato come uno dei pezzi forti. La tesi dell'acquisto sostenuta dal Metropolitan contraddice con quella del trafugamento invocata in un libro da Mario La Ferla, ma l'avvocato Tito Mazzetta che con lo studio legale Lipshutz, Greenblatt e King di Atlanta si è offerto di difendere la cittadina di Monteleone contro il Metropolitan, sostiene che baserà tutta la sua causa sul principio di responsabilità morale che ha privato l'Italia di una parte importante della sua eredità culturale. Senza ammettere il trafugamento, sia il Metropolitan sia il museo di Boston hanno raggiunto un accordo col governo italiano per la restituzione dei capolavori. Col Getty invece è ancora in corso un'aspra battaglia.