sara.panareliiepolis.sm Niente politica, per favore. Mente Dico, niente basi americane, niente tasse da tagliare si vabbé ma chissà quando, niente servizi segreti. Niente di niente. Almeno per una mattinata, per qualche ora appena di un lunedì diverso dagli altri, il ministro dei Beni Culturali e vicepremier Francesco Rutelli vuole respirare solo cultura e natura di Sardegna. Che poi si torna in fretta al quotidiano. E se la gode, la natura di una Marmilla che gli regala un sole strepitoso, sembra fatto proprio per lui, perché poco dopo la sua partenza è venuto giù il cielo. E a guardarlo, questo paesaggio fuori dal mondo, uno si chiede perché mai non lo conoscano tutti. QUESTO PAESAGGIO, insieme alle coste di un mare assoluto, Rutelli promette di voler contribuire a proteggere e tutelare. È questo il senso del protocollo d'intesa firmato ieri mattina con il presidente della Regione Renato Soru per avviare le procedure di verifica di conformità del Piano Paesaggistico regionale rispetto alle disposizioni del Codice Urbani che prevede la riscrittura dei piani paesaggistici regionali: la Sardegna è la prima regione in Italia ad averlo applicato. «Spero che molte altre regioni seguano la strada della Sardegna, cha ha fatto scelte orgogliose e coraggiose con un netto cambio di rotta rispetto al passato, ponendo i valori della sua storia e del suo paesaggio al centro della sua azione. In Italia stiamo discutendo spesso delle grandi opere, della Tav e di una serie di altri interventi infrastrutturali. Dovremmo essere più veloci - dice Rutelli - nell'autorizzare trasformazioni del territorio, indispensabili per la mobilità e per la vita delle persone, e molto più cauti rispetto ai processi di degrado e di cementificazione che si stanno moltiplicando nel nostro Paese». L'intesa fissa tempi molto stretti: sessanta giorni per il via libera alla prima fase di attuazione e un termine successivo per la seconda, e c'è anche un accordo per la semplificazione amministrativa. «Non vogliamo far pesare su cittadini, imprese e famiglie ulteriori aggravi burocratici». Paesaggio e storia, dunque, al centro di un nuovo turismo possibile, perché «proteggere il paesaggio non significa frenare lo sviluppo». E non sia mai qualcuno pensi che il turismo possibile nel Belpaese sia solo quello del "turisdotto", delle foto scattate davanti al Colosseo a Roma, in piazza San Marco a Venezia o negli Uffizi a Firenze, quel "triangolo dei bermuda" (dalla tipica tenuta dei vacanzieri mordi e fuggì) che poi riparti e nemmeno ti ricordi dove sei stato. L'alternativa c'è, certo ci si deve lavorare ma c'è. E l'alternativa ha come capisaldi il paesaggio, la storia, la cultura. Come quelli racchiusi nella mostra "Arte precolombiana: 10 mila anni di civiltà nell'America Latina" allestita dalla Regione con il patrocinio del Ministero nel Museo del Territorio "Sa Corona Arrubia", che Rutelli ha voluto inaugurare (i particolari a pag. 40) dopo la firma del protocollo e prima di un veloce pranzo rigorosamente sardo di fronte a quella corona rossa di rocce in cui qualcuno, 25 anni fa, ha creduto fino in fondo.
Alleati nel nome del paesaggio.Rutelli benedice il piano di Soru
Il ministro dei Beni Culturali e vicepremier Francesco Rutelli ha firmato un protocollo d'intesa con il presidente della Regione Sardegna Renato Soru per avviare le procedure di verifica di conformità del Piano Paesaggistico regionale rispetto alle disposizioni del Codice Urbano. La Sardegna è la prima regione in Italia ad aver applicato il Codice Urbano, che prevede la riscrittura dei piani paesaggistici regionali. L'intesa fissa tempi stretti per il via libera alla prima fase di attuazione e per la semplificazione amministrativa.
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