Magari potrebbero tornare a brillare sotto la luce della luna, come ai tempi dell'800. Quando in piena notte per far splendere il Colosseo, non esistevano certo proiettori o impianti artificiali. Magari però, tenere al buio i monumenti di Roma (anche se solo da una cert'ora in poi) non ne garantirebbe la sicurezza. E allora ecco che l'illuminazione notturna delle bellezze storiche diventerebbe fondamentale. Ancora oggi dopo decenni di polemiche, l'eterno dibattito tra luce e monumenti continua a dividere storici e soprintendenti. Per Angelo Bottini, soprintendente per i beni archeologici di Roma: «L'illuminazione decorativa, utilizzata in molti monumenti della città solo al fine di abbellire, può e deve essere limitata nel tempo perché contrasta con il risparmio energetico. Spegnere i monumenti da una cert'ora in poi è fondamentale se si rischia l'inquinamento luminoso. Ecco perché è importante anche utilizzare tecnologie a basso consumo». Non è d'accordo invece Eugenio la Rocca, sovrintendente ai beni culturali per cui : «i monumenti senza luci cambierebbero totalmente l'assetto della città. L'illuminazione notturna oggi permette a romani e turisti di poter godere delle bellezze di Roma anche di notte, e contribuisce alla tutela dei monumenti stessi, che al buio rischierebbero di essere presi di mira più facilmente. La luce non fa male alle opere. Proprio in que-sti giorni stiamo studiando un progetto di revisione degli impianti d'illuminazione del Foro romano e dei Fori Imperiali per sostituire impianti ormai superati». E proprio sulla necessità di rivedere gli impianti d'illuminazione, domestici e urbani insiste Alfonso Guzzini, amministratore delegato della società Guzzini illuminazioni: «Spegnere i monumenti di Roma può essere una strada. ma non è l'unica soluzione -afferma - Per realizzare un vero risparmio energetico è fondamentale provvedere al rinnovo di tutti gli impianti di illuminazione: nella capitale l'8() dei monumenti del centro storico sono illuminati in maniera sbagliata con impianti obsoleti che provocano un assorbimento energetico superiore a quello elle servirebbe, cambiando gli impianti si arriverebbe ad un risparmio del 40». Per lo storico Andrea Giardini, invece: «L'illuminazione serve a restituire il senso dei monumenti alla città, la loro interpretazione. Le opere non vengono stravolte, anche se all'epoca in cui sono nate la luce artificiale non esisteva. L'illuminazione. oggi, infatti offre una rilettura di quei monumenti in un altro momento della vita. Illuminare un monumento è creare un' unione tra varie arti diverse: la storia, l'architettura, la luce».
"M'illumino di meno " accende il dibattito. Monumenti meno illuminati: storici e soprintendenti si dividono
Angelo Bottini, soprintendente per i beni archeologici di Roma, sostiene che l'illuminazione decorativa dei monumenti dovrebbe essere limitata nel tempo per risparmiare energia e ridurre l'inquinamento luminoso. Eugenio la Rocca, sovrintendente ai beni culturali, si oppone, affermando che l'illuminazione notturna aiuta a proteggere i monumenti e a renderli più accessibili ai visitatori. Alfonso Guzzini, amministratore delegato di Guzzini illuminazioni, suggerisce di rinnovare gli impianti di illuminazione per ridurre l'assorbimento energetico e raggiungere un risparmio del 40%.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo