Atmosfere di charme, lusso e servizi di alta gamma sono le parole chiave con cui l'ospitalità alberghiera si prepara ad affrontare i prossimi anni. La clientela sempre più esigente ha spinto catene e strutture singole a porre l'accento sulla qualità, soprattutto dopo la crisi che ha attanagliato il turismo. Passaggi dimano e ristrutturazioni tengono alto l'interesse sul mercato. In Italia nel 2006, secondo Jones Lang La Salle hotel, sono state realizzate vendite per 755 milioni di euro e nel 2007 il giro d'affari potrebbe toccare quota un miliardo di euro. E in quest'ottica le nuove aperture non mancano. Four Seasons, nota come la catena con i più elevati standard al mondo (che di recente è stata acquìstataper2,9miliajdi di euro da un gruppo di investitori tra cui Bill Gates e il principe Al Waleed), sta realizzando un hotel nel centro di Firenze, con il finanziamento degli imprenditori Frattini, ma ha aperto l'anno scorso il resort Domarne de Terre bianche in Provenza, un hotel con 115 suite e due campi da golf da 18 buche. La società proprietaria del resortla catena si occupa sempre soltanto della gestionesta sviluppando un progetto real estate. In vendita ci sono, infatti, 120 lotti dì terreno per la costruzione di ville singole. Ogni lotto costa tra uno e due milioni di euro. Four Seasons sta cercando soci finanziatori per aprire in Umbria ma guarda alla Sicilia. E mentre molti imprenditori e immobiliaristi italiani sbarcano all'estero, Giuseppe Statuto ha appena rilevato il Crowne Plaza di Londra per 120 milioni di euro (lo scorso anno ha invece acquistato il Four Seasons di Milano). Gruppi come Boscolo guardano all'Est Europa, Baglioni a Dubai, mentre molte catene di lusso straniere puntano all'Italia. A Milano aprirà a marzo The Chedi Milano, il primo hotel europeo della catena General hotel management (Ghm), a firma di Adrian Zecha, noto ideatore del Setai; di Miami. Sempre a Milano cerca da tempo Rocco Forte, patron della Rocco Forte hotels, che ha appena aperto l'hotel De Rome a Berlino. Anche il gruppo Taj hotels, che appartiene al colosso indiano che fa capo alla famiglia; Tatauna conglomerata che nel 2005-2006 ha registrato ricavi per 21 miliardi di dollari, attiva dalle automobili all'acciaio passando per servizi di consulenza e finanziari sta puntando gli occhi sull'Italia.: Di suo interesse è in primis Venezia, città che vive un momento interessante dopo che oltre un anno fa l'immobiliarista Giuseppe Statuto ha acquistato il Danieli e la città attende l'apertura per l'estate con l'insegna Hilton dell'ex Mulino Stucky. Sempre in laguna Statuto e l'emiro del Qatar sarebbero in lizza per i due gioielli in vendita da Starwood. Ma Taj ritiene una location appetibile la Sardegna. Anche Marriott sta puntando al nostro Paese per l'apertura di una serie di strutture di categoria business.