Le sentenze del Tar respingono il ricorso dei bocciati al concorso per soprintendenti indetto dal ministero dei Beni culturali nel giugno del 2006. E danno ragione a chi è stato promosso in una prova che, una volta tanto, s'è svolta senza trucco e senza inganno. Un'anomalia evidentemente, che ha trascinato la commissione del concorso di fronte al giudizio di un tribunale amministrativo. L'Indipendente aveva cominciato a seguire questa storia italiana dal suo inizio: da quando appunto il ministero dei Beni culturali aveva sospeso il concorso dopo che i bocciati avevano fatto ricorso al Tar accusando la commissione di imperizia nella correzione degli elaborati svolti durante la prova scritta. L'imperizia, secondo i ricorrenti, sarebbe stata conseguenza della velocità con cui la commissione del concorso - formata dai docenti universitari Fabio Benzi, Silvia Danesi Squarzina e dall'ex ministro della Cultura Antonio Paolucci - avrebbe corretto i compiti. Un'accusa incredibile se si pensa che il problema dei concorsi pubblici in Italia è semmai quello di risposte che arrivano in tempi veterotestamentari. La realtà è che ai bocciati illustri il verdetto della commissione non era andato giù. Già innervositi dal fatto che oltre a loro - 11 reggenti di soprintendenza per cui il concorso sembrava concepito al fine di stabilizzarne il ruolo - avevano finito con l'iscriversi alla prova altri 400 candidati, i candidati illustri sono esplosi il 22luglio. Quando cioè, dopo le correzioni degli elaborati, resi pubblici i nomi dei 48 ammessi, otto su undici del loro gruppo risultavano respinti. Tra questi Vittoria Garibaldi (nominata sul campo dal ministro Francesco Rutelli direttore generale dell'Umbria) e Rossella Vodret, reggente del Lazio. Scatta il ricorso, e la sospensione del concorso decisa dal ministero dei Beni culturali. Un'anomalia inaudita nella storia repubblicana. Il concorso infatti, avrebbe dovuto sospenderlo semmai il Tar non il ministero, che con questo atteggiamento di fatto sfiducia la sua commissione. Ai 48 promossi all'orale viene invece comunicato che il concorso è sospeso sine die. I promossi non ci stanno e scrivono ai presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo al garante della Costituzione di tutelare la correttezza del concorso. Fabio Benzi invece, il presidente della commissione, non rilascia dichiarazoni. Funzionario schivo, uomo riservato e con un solido senso dello Stato, si limita solo a rispondere ai magistrati sul merito dei ricorsi. La velocità con cui si sono corretti gli elaborati voleva evitare di rimandare alle calende greche l'esito di un concorso che non si teneva da decenni. Un modo di dimostrare che lo Stato non è sempre inerte. Una sollecitudine che in un Paese normale sarebbe premiata. Ma siamo in Italia. E il ministero invece di ringraziare non abbandona la propria commissione - non fornendogli nemmeno assistenza legale - ma, come si è detto, blocca addirittura i concorsi. Di fatto sfiduciandola. Un comportamento che per qualcuno si spiega con la bocciatura di otto su undici dei reggenti nominati dal ministero che si sarebbe aspettato una ratifica delle proprie scelte. Scelte non sempre indovinate però se tra questi illustri bocciati c'è chi ha scritto che Piero della Francesca ha lavorato nel '500, o che l'altare del trittico Portinari degli Uffizi è stato fatto da Van der Weyden invece che da Van der Goes: è come se un medico confondesse la milza con il fegato. Intanto si sono persi mesi. Gli orali del concorso si sarebbero potuti svolgere entro settembre 2007, mentre adesso vengono previsti, se non ci saranno altre sorprese, soltanto nel giugno 2008.
CONCORSO. Quei soprintendenti bocciati non conoscono Piero della Francesca
Il Tar ha respinto il ricorso dei bocciati al concorso per soprintendenti indetto dal ministero dei Beni culturali nel 2006. La commissione del concorso, formata da docenti universitari, aveva corretto gli elaborati con velocità, ma il ministero dei Beni culturali aveva sospeso il concorso dopo che i bocciati avevano fatto ricorso al Tar. I 48 promossi all'orale non sono stati comunicati che il concorso è sospeso sine die, ma hanno scritto ai presidenti della Repubblica chiedendo al garante della Costituzione di tutelare la correttezza del concorso. Il presidente della commissione, Fabio Benzi, non ha rilasciato dichiarazioni.
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