"Servono 2 milioni e un socio privato" Lassessore dispone una perizia tecnica sul teatro Lirico: "È un bene da preservare" Pubblico e privato insieme per gestire il teatro degli Arcimboldi e i suoi altissimi costi. Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura, ci sta mettendo mano. La strada per far funzionare al meglio il teatro non è una fondazione e neppure un gestore privato. «Mi sembra sia arrivato il momento di considerare gli Arcimboldi un tema non marginale - ha spiegato - , me ne sto occupando personalmente valutando una serie di ipotesi e a breve vedremo quale sia la più praticabile. Sto pensando ad una soluzione che potrebbe essere una società mista, pubblico-privata, che consenta al Comune di non lasciare il teatro». Il problema degli Arcimboldi sono i soldi, come reperirli. «Non è una questione di non capacità o non volontà - ha spiegato Sgarbi - ma mancano i denari e quindi la società con un privato può funzionare. Credo che al teatro servano due milioni di euro allanno. I finanziamenti si possono trovare, senza rinunciare al controllo pubblico. Se ho reperito tre milioni per "Mito" troverò anche quelli per gli Arcimboldi, che pure non è una mia competenza». Il successo degli ultimi spettacoli, «con Brachetti che ha fatto un milione e mezzo di euro, è incoraggiante». Fino ad ora, ha aggiunto lassessore «non mi sono occupato della questione in prima persona perché credevo che ci pensassero Francesco Micheli e Stefano Zecchi», presidente e sovrintendente del teatro. Così non è stato, forse perché «è anche vero che nessuna delle cariche è stata formalizzata». Sul Lirico, invece, Sgarbi si sta muovendo «per restaurarlo, renderlo più funzionale ma non stravolgerlo completamente. Non è in rovina e si configura come un bene architettonico storico, da preservare. Non si può smantellare larchitettura del '900 che caratterizza Milano». Per questo lassessore sta facendo fare una perizia tecnica sul valore storico dello stabile, poi presenterà osservazioni per rivedere i progetti. (a. ci.)