LINTERVENTO Vale forse la pena riflettere attorno al grande successo di vendita dei volumi sulla storia di Bologna allegati a "Repubblica". Dunque ai bolognesi sta a cuore conoscere le proprie antiche vicende, comprendere il senso del costruirsi di una specifica identità, cogliere la traiettoria percorsa fin qui per orientarsi nel presente e nel futuro. Questo, infatti, il compito "alto" e formativo della storia e non certo il gusto per il singolo aneddoto o per la piccola curiosità campanilistica. Credo allora che un simile segnale vada colto subito in positivo dalle forze politiche, sociali ed economiche della nostra città per uscire dalle attuali sterili contrapposizioni, dai paralizzanti rimpianti per un passato mitizzato senza, peraltro, assimilarne la lezione più profonda che era fatta, nei momenti di più intensa vitalità, dalla capacità di lettura dei bisogni esistenti e dalla conseguente diretta assunzione di responsabilità nellaffrontarli e risolverli. Secondo una tradizione di impegno comune e condiviso, mai delegato ad altri, che ci ha accompagnato dai secolari interventi per rendere fertile una terra non certo di per sé vocata alle coltivazioni agricole, o per raggiungere lantica eccellenza nella produzione serica, fino alle più recenti "esplosioni" dei settori legati alla meccanica in grado di dar consistenza a integrati distretti industriali. Occorre, dunque, ridefinire le connessioni ora esistenti attorno a un innovativo modello propulsivo, lo stesso che tante altre città del mondo stanno da tempo elaborando e che Bologna ha naturalmente nelle sue corde: quello rappresentato da una dimensione culturale sedimentata da secoli nelle aule e nei laboratori del suo Ateneo, non meno che nelle abilità tecniche dei suoi lavoratori o negli orizzonti internazionali dei suoi imprenditori. Virtuosità più spesso sottolineate con ammirazione dallesterno che percepite allinterno dai suoi abitanti. Produrre a Bologna", in quella città che Cesare Brandi dipinse come il più ricco "tessuto urbano" della penisola; in quella città che non ha bisogno di "parchi culturali", in quanto è tale di per sé nella miriade di iniziative sviluppate nei campi più avanzati della produzione culturale da uninfinità di gruppi e di associazioni giovanili e non; in quella città ricca di fermenti e di progetti solo penalizzati dallincapacità di farsi "sistema" e dalla scarsa attenzione della gran parte dei media più propensi a rincorrere le narcisistiche esternazioni di qualche ormai stanco intellettuale alla rincorsa della perduta ispirazione o desideroso di una facile visibilità polemica. "Produrre a Bologna" potrebbe e dovrebbe divenire quel marchio di qualità di cui tutti nel mondo ambiscono fregiarsi e che la città possiede da sempre nellintreccio dei suoi antichi saperi pronti a farsi concrete proposte per il futuro. Certo occorre che, aiutate dalle istituzioni, le sue energie migliori e più propulsive si riconoscano attorno ad un simile progetto, che misurino su questo il loro avvenire, che lo prendano nelle loro mani nella convinzione di iniziare una nuova fattiva stagione per e con le generazioni più giovani. Solo attraverso una tale volontà la città riacquisterà la consapevolezza di tornare ad essere un laboratorio, dove le eredità del passato si innestano senza fratture nella complessa nebulosa degli anni che ci attendono.
BOLOGNA. Un marchio per le qualità della città
Il testo esorta i bolognesi a riflettere sul loro passato e a comprendere il senso della loro identità. Il compito "alto" della storia è quello di fornire una lettura profonda dei bisogni esistenti e di assumere responsabilità per affrontarli e risolverli. La città di Bologna ha una tradizione di impegno comune e condiviso, che ha portato a successi in settori come la produzione serica e la meccanica. Occorre ridefinire le connessioni attorno a un innovativo modello propulsivo, basato sulla dimensione culturale e tecnica della città. La città deve produrre e deve farlo con una nuova volontà, aiutata dalle istituzioni, per iniziare una nuova stagione per le generazioni più giovani.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo