IL TAR DÀ RAGIONE AGLI STORICI DELLARTE Il Tar del Lazio ha dato ragione agli storici dellarte che si erano visti bloccare il concorso per diventare soprintendente. La vicenda aveva suscitato, nel settembre scorso, molto clamore (questo giornale se ne è occupato più volte) e ha alimentato il disagio che vive chi tutela il patrimonio. Nelle sovrintendenze non si fanno concorsi da decenni, gli uffici sono sempre più sguarniti, senza ricambio e con personale invecchiato e demoralizzato. Alle emergenze si è fatto fronte, soprattutto durante il governo Berlusconi, unificando sovrintendenze, abolendone altre oppure con nomine ad interim e con reggenze. La sospensione delle prove orali era stata comunicata con un secco telegramma del ministero: il concorso è rinviato sine die, si diceva, perché contro di esso sono stati presentati ricorsi da parte di alcuni di coloro che non hanno superato la prova scritta. Per chi laveva superata, quarantasette storici dellarte, è stato un colpo. Perché mai, si sono detti, sospendere il concorso e non invece portarlo a compimento e attendere il giudizio sui ricorsi? La posizione del ministero è stata però di chiusura: il concorso è rimasto sospeso e anzi ne è stato bandito un altro con un apposito articolo della legge Finanziaria. Il Tar ha unificato i ricorsi, quelli di chi non era stato ammesso (perché contestava i criteri del concorso stesso, i tempi di correzione degli scritti e il fatto che non venivano presi nella giusta considerazione i titoli, oltre che i risultati degli esami), e quelli di chi si opponeva alla decisione del ministero di sospendere tutto. E ha deciso che i primi avevano torto, i secondi ragione: il prossimo 26 febbraio verrà fissato il calendario degli orali. Il Tar ha anche stabilito che per accedere ai posti di dirigente il concorso deve essere prevalentemente "per esame", più che "per titoli". In questo secondo caso sarebbero stati favoriti i reggenti a scapito degli altri funzionari: e questo, sostiene il Tar, viola norme di legge e va contro gli indirizzi europei. In un comunicato dei Beni Culturali si sottolinea che la sospensione del concorso rientrava nelle facoltà del ministro.