Le nomine riguardano anche le funzionane direttrici della Galleria Borghese, Anna Coliva e di Palazzo Barberinì, Angela Negro Concorso al ministero per i Beni culturali, il Tar - la sentenza è nota da ieri - ha dato ragione ai promossi e torto ai bocciati. Detta così, pare una cosa logica. Ma in realtà la sentenza (anzi, le sentenze, quattro in tutto) mette la parola fine, salvo ricorsi al Consiglio di Stato, a un'intricata vicenda che negli ultimi mesi - tra ricorsi, controricorsi, appelli a Rutelli e al presidente della Repubblica Napolitano - aveva spaccato il ministero di via del Collegio Romano. Su quel concorso, dal quale dovrebbe uscire (anche) il nome del prossimo soprintendente al patrimonio artistico del Lazio, è stata infatti guerra aperta, non solo a colpi di carte bollate, ai piani alti di musei e istituzioni culturali. Una lunga vicenda, cominciata il 24 febbraio scorso quando il Ministero (all'epoca guidato da Buttiglione) indice un concorso per 11 posti di dirigente storico dell'arte di seconda fascia, cioè, di fatto, soprintendente. Nel bando, che recepisce la normativa europea in materia di accesso alle carriere dirigenziali, era scritto chiaramente che si trattava di concorso pubblico solo per esami, dunque senza valutazione del servizio e di titoli scientifici (pubblicazioni). Undici posti messi a concorso. Ma all'epoca c'erano già, appunto, 11 «soprintendenti reggenti» o «incaricati», gente cioè che da tempo ricopriva quel ruolo pur non avendone ancorai requisiti formali. Sembrava, vistala coincidenza dei numeri (ll per 11) una sorta di sanatoria, di ope legìs. Ma non è andata così. A quel concorso si iscrivono infatti oltre 400 candidati. In 157 si presentano. In 150 portano a termine le prove (19-21 giugno). I tre compiti scritti (anonimi e in busta chiusa) erano di storia dell'arte, vincolistica e restauro. La commissione è composta dai docenti universitari Fabio Benzi e Silvia Danesi Squarzina, e dallo stimatissimo ex ministro della Cultura Antonio Paolucci, all'epoca Dirigente regionale della Toscana. Nomi di prestigio, che ora la sentenza del Tar riabilita pienamente dall'accusa (dei bocciati) di non aver saputo giudicare. Succede infatti che il 22 luglio si conoscono i nomi degli ammessi, 48. Ed è lì che scoppia un putiferio. Ben 8 su 11 soprintendenti «incaricati» vengono respinti, anche sul compito di storia dell'arte. Tra questi bocciati, anche Rossella Vodret, la soprintendente «reggente» per il Lazio (incarico rinnovatole da poco con contratto triennale), Vittoria Garibaldi (poi promossa direttamente da Rutelli, per nomina, al megaruolo di direttore regionale in Umbria) e Anna Mattirolo, «reggente» al Darc-Maxxi di Roma. A tutti i 48 promossi all'orale, tra cui le funzionarie direttrici di Galleria Borghese, Anna Coliva, e di Palazzo Barberini, Angela Negro, viene però comunicato dal ministero, a settembre, che l'orale del concorso è rimandato sine die, poiché i bocciati hanno fatto ricorso al Tar contestando concorso e commissione. 148 promossi si appellano però al ministro e a Napolitano, preoccupati anche per un nuovo eventuale concorso fatto stavolta solo «per titoli». Reclamano il rispetto del diritto. Ma aspettano soprattutto la sentenza, che ieri ha dato loro (per ora) ragione. L'imbarazzo intanto al ministero è stato generale, con importantissimi uffici retti da persone bocciate, e con alcuni giovani a loro «sottoposte» che in realtà il concorso l'hanno passato. Al Mibac in tanti sogghignano e ribattezzano la vicenda come la rivincita dei Nerd. In realtà trai promossi ci sono studiosi validissimi (molti giovani, ai primi posti della graduatoria), come Matteo Lafranconi (Gnam), Luigi Ficacci (primo in graduatoria, uno dei tre «reggenti» promossi), Maura Picciau (ex Gnam) solo per citare chi ha o ha avuto incarichi a Roma.
Beni culturali, dal Tar via libera ai promossi. Si sblocca il concorso per soprintendenti, ora gli esami orali
Il ministero dei Beni culturali ha indetto un concorso per 11 posti di soprintendente al patrimonio artistico del Lazio. Il bando era stato pubblicato il 24 febbraio scorso, ma già esistevano 11 soprintendenti reggenti o incaricati che non avevano i requisiti formali. Si sono iscritti oltre 400 candidati, di cui 157 hanno portato a termine le prove. La commissione di valutazione era composta da docenti universitari e da Antonio Paolucci, ex ministro della Cultura. I nomi degli ammessi erano stati comunicati il 22 luglio, ma 8 su 11 soprintendenti incaricati erano stati respinti.
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