Se il Demanio cede agli enti locali il bastione, il laboratorio-restauri potrebbe essere destinato ad altra sede Non bastavano le oscure nubi sul futuro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per ora spazzate via solo a parole ma non ancora con i fatti. No, adesso ci si mette anche la ventilata possibilità che il Demanio, proprietario della Fortezza da Basso che ospita il laboratorio restauri, ceda agli enti locali l'uso dell'antico bastione. Con le intenzioni di «Firenze Fiere» di allargare i propri spazi, il personale dell'Opificio teme di dover traslocare, Sì, ma dove. «Non c'è niente di certo - ha detto Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino - né sul futuro dell'Opificio all'interno della Fortezza, né su una possibile diversa collocazione. Io darei per scontato che dalla Fortezza l'Opificio non si debba muovere ma se verrà presa una decisione diversa, vedremo il da farsi. Comunque da Roma, per il momento, non giunge alcun segnale». Le preoccupazioni del personale dell'Opificio emergono chiaramente dalle dichiarazioni di Annamaria Giusti, direttrice del museo e responsabile del «Settore Restauro Bronzi e Armi Antiche» dell'Opificio. «Non avendo un filo diretto con il Ministero, la nostra preoccupazione è forse alimentata dalla lontananza. Così dobbiamo basarci su ciò che scrivono i giornali.. E su questi, negli ultimi tempi, abbiamo letto che è in atto una discussione tra il Demanio è gli Enti locali sul destino della Fortezza. É un'operazione che pare avere una sua logica - ha proseguito - però ci chiediamo se si è tenuto conto che all'interno della Fortezza c'è il laboratorio restauri dell'Opificio, che è stato rimodernato nel '99 e che sta per utilizzare anche i due padiglioni che una volta ospitavano l'archivio del tribunale? La nostra è una grande preoccupazione, perché non vorremmo trovarci inquilini in un luogo dove eravamo proprietari, Non ci illudevamo chela Fortezza non potesse essere appetibile per Firenze Fiere, cosi tempo fa era stata prospettata la soluzione del trasloco in uno degli edifici che facevano parte della manifattura tabacchi. Ma per questa possibile alternativa, il discorso è solo all'inizio. Siamo a livello di primi contatti - ha detto ancora Annamaria Giusti - e niente più. Secondo quanto previsto da un progetto già pronto, l'operazione avrebbe interessato, oltre al laboratorio restauri dell' Opificio, anche quello della soprintendenza archeologica e alcune aule dell'Accademia delle Belle arti. Sarebbe così nata la cosiddetta "Cittadella del restauro che ha una logica sia storica sia funzionale, non un capriccio ma un'iniziativa in qui era massima la disponibilità sinergica. Tanto per fare un esempio - ha detto - i laboratori restauro dell'Opificio e dell'archeologico avrebbero avuto la camera radiografica in comune, sì da sfruttarla insieme. Per queste genere di soluzione ci sono stati dei contatti, più di natura tecnica che altro, ma non hanno portato ad alcun accordo. Bisogna pensare che non è solo questione di metri quadrati e di cubatura, bensì di una questione più delicata. Se il Demanio cede la Fortezza - ha continuato la Giusti - la primaria necessità sarà il reperimento di nuovi spazi, di una nuova sede con nuove funzionalità. Come si comprende, è un momento cruciale per il futuro dell'Opificio: la recente promessa del sotto segretario Marcucci, poi confermata dal ministro Rutelli. di autonomia dell'ente, sembrava aver risolto i nostri problemi, invece temiamo di avere a che fare nuovamente con la precarietà. E in assenza di notizie certe - ha concluso - noi ci preoccupiamo. Sapere se restiamo o se traslochiamo, non ci fa stare tranquilli».
FIRENZE. Opificio: il personale teme il trasloco dalla Fortezza.
Il Demanio, proprietario della Fortezza da Basso, potrebbe cedere l'uso del bastione agli enti locali. Ciò potrebbe comportare il trasferimento del laboratorio restauri dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il personale dell'Opificio è preoccupato per il futuro del laboratorio e della sede. La direttrice Annamaria Giusti ha espresso preoccupazioni sulla possibilità di trasferire il laboratorio in un luogo dove l'Opificio non avrebbe più il controllo. Il progetto di "Cittadella del restauro" prevede la creazione di una zona congiunta per i laboratori restauri dell'Opificio e dell'archeologico, ma non è stato raggiunto un accordo.
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