Paolucci candidato sindaco. Domenici lancia il sasso nello stagno e spera che la provocazione abbia almeno la valenza di un silenziatore sulle prossime dichiarazioni del soprintendente. In realtà il nome di Antonio Paolucci come possibile candidato a sindaco è stato più volte chiamato in causa, dal centrodestra certo, ma anche in qualche segreta stanza del centrosinistra. Non è un mistero per nessuno che l'Ulivo stia vivendo una stagione tutt'altro che tranquilla. Ufficialmente il tavolo provinciale per i candidati sindaci nei 38 comuni della provincia che stanno per andare al rinnovo, si è positivamente concluso la settimana scorsa con un accordo che tiene presenti sia le richieste dei Ds che quelle della Margherita, ma la battaglia vera è ancora tutta da giocare. La Margherita, per esempio, è tutt'altro che rassegnata a cedere il passo agli alleati della Quercia. Anzi. Se questi non la smetteranno di fare man bassa di poltrone, poltroncine, ruoli e quant'altro potrebbero anche decidere di 'correre da soli' alle prossime amministrative. Per farlo, però, dovrebbero poter contare su un uomo davvero forte da buttare nella mischia, qualcuno che abbia ruolo e valore a Firenze e che sappia tener testa al sindaco uscente, quel Leonardo Domenici che scende in gara armato di esperienza e di tutta la forza che deriva dall'affrontare una campagna elettorale sedendo già sulla poltrona di primo cittadino. E Antonio Paolucci, il soprintendente di ferro, avrebbe tutti i numeri per riuscire nell'impresa. Intanto è un ex democristiano, poi passato nei popolari. Un vecchio amico di Prodi che quando nacquero i Democratici non indugiò ad affiancarli. Nel '95 quando Dini lo chiamò a ricoprire il ruolo di ministro per i Beni culturali nel governo tecnico da lui guidato, non ebbe esitazioni, ma quando Domenici lo chiamò qualche anno fa a ricoprire il ruolo di vice-sindaco nella sua giunta, lui rispose: «No, grazie». Una risposta che l'attuale primo cittadino non ha mai del tutto digerito e che non ha certo contribuito a migliorare i rapporti fra i due. Paolucci, poi, gode dell'appoggio incondizionato del mondo cattolico, ragione in più perché la Margherita possa considerarlo il suo candidato ideale in una eventuale sfida alla Quercia, visto che, oltretutto, ha ottimi rapporti anche con prodiani e diniani. Fantapolitica? Chissà.
E se i petali della Margherita abbracciassero il soprintendente?
Il nome di Antonio Paolucci, soprintendente di Firenze, è stato sollevato come possibile candidato sindaco. Il centrodestra e il centrosinistra hanno espresso interesse al suo nome. La Margherita, invece, è riluttante a cedere il passo agli alleati della Quercia. Paolucci ha un ruolo e un valore importante a Firenze e potrebbe essere in grado di sostenere una campagna elettorale contro il sindaco uscente, Leonardo Domenici. Il suo passato politico, come ex democristiano e popolare, e il suo rapporto con Prodi e Dini, potrebbero essere vantaggi per la sua candidatura.
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