Parte la gara per assegnare lopera. Ascensori, gallerie, vie di fuga e copertura trasparente nel ventre della stazione Sei anni di lavori e 82 milioni per collegare le metro A e B Nodo di Termini, in estate aprirà il gigantesco cantiere che cambierà il volto dellarea sotterranea di scambio tra la linea A e la B della metropolitana. Il consiglio comunale ha appena approvato nel bilancio il finanziamento dellopera, per una cifra complessiva di 82 milioni di euro, e adesso è imminente la gara per lassegnazione dei lavori. I tempi del cantiere saranno lunghi. «Sei anni in tutto nella più ottimistica delle previsioni - spiega larchitetto Giulio Fioravanti, che ha firmato il progetto - perché gli interventi si svolgeranno in costanza di esercizio, come si dice in gergo, cioè senza interrompere il servizio delle due metropolitane per non mettere in ginocchio la città». Il primo cambiamento che i passeggeri avvertiranno una volta conclusi i lavori sarà la riduzione del tempo impiegato per passare da una linea allaltra: adesso calcolato in sette minuti, dopo la ristrutturazione stimato in un minuto e 20 secondi. Una rivoluzione assicurata dalla razionalizzazione dei percorsi, che saranno diretti, funzionali e sicuri. Ancora Fioravanti: «I percorsi verranno raddoppiati, sia quelli di scambio sotterranei, come le gallerie e i corridoi, sia le vie di fuga verso la superficie. Tutte le banchine saranno servite da ascensori e ci saranno nuovi impianti antincendio e di ventilazione». A completare lopera, una grande cupola di cristallo, sostenuta da nervature metalliche, sarà il nuovo atrio comune delle linee A e B a Termini. Nel progettarla Fioravanti si è ispirato alle metropolitane di ultima generazione di Bilbao e Londra, che hanno uscite a vetrata per illuminare con luce naturale i percorsi sotterranei. La cupola emergerà fino a sei metri dal livello stradale. I lavori al nodo di Termini riprendono dopo sei anni di blocco. Il ritrovamento di una villa romana completa di mosaici scatenò lalt della Soprintendenza archeologica nel 2001. Ora il Comune ci riprova con un nuovo progetto, che prevede di realizzare una parte delle opere dove si è già scavato negli anni scorsi senza trovare nessun reperto e di continuare i lavori scavando al di sotto dello strato archeologico, oltre i 12 metri di profondità. I sondaggi hanno confermato che si può procedere e la Soprintendenza ha dato il via libera. Ma non si tratterà una stazione archeologica come quella per la linea C al Colosseo. «I reperti non saranno visibili perché il tracciato degli scavi è stato deviato rispetto al percorso del primo progetto», conclude Fioravanti.