Non sono le primarie, ma questa bufera di fine luglio è quasi un test elettorale per una città che si prepara alle elezioni vere nella prossima primavera. Così la querelle sul degrado, sulla proprietà del David di Michelangelo, sulle competenze sui beni artistici dello Stato che la Regione vorrebbe poter riformare in senso federalistico diventa vivo terreno di scontro. Non una novità per il soprintendente Antonio Paolucci più volte chiamato in causa dal centrodestra come possibile candidato forte contro il centrosinistra. Lui ha sempre declinato l'invito anche perché non ha mai dichiarato la sua appartenenza a .quello schieramento. Anzi. Il centrosinistra però, almeno i diesse, lo hanno non solo già bocciato, ma fortemente criticato per i guai che da un po' di tempo in qua si ostina a creare al sindaco Domenici. L'ultima uscita poi, sulla deriva cattolico-lapiriana dei comunisti fiorentini è stata proprio la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non solo il sindaco, ma anche il segretario regionale Marco Filippeschi lo hanno pesantemente rimbrottato. Ieri è stata la volta di Darlo Nardella, il responsabile cultura della Quercia: «Paolucci - scrive -vorrebbe una città silente e passiva, chiusa nella naftalina dove il patrimonio culturale è solo un oggetto da vedere e non da vivere o da fruire». Difficile pensare che simile definizione possa essere usata per un eventuale candidato politico del centrosinistra. E non piacerebbe Paolucci candidato nemmeno ai Verdi: «Preferiamo -spiega il portavoce cittadino Gianni Varrasi - appoggiare il sindaco Domenici che sta lavorando per aprire la città a capitali esterni piuttosto che a un vecchio sacerdote storico dell'arte o al professor Paolucci che continuano ad arroccarsi su piccole posizioni e in piccoli gruppi». E il centrodestra, dopo una simile levata di scudi del sindaco, che dicono le forze di opposizione? «Chiunque ha qualcosa da ridire sull'operato del sindaco - commentano Massino Pieri di Forza Italia e Gabriele Toccafondi di Azione per Firenze - viene incriminato per lesa maestà». E il segretario provinciale azzurro, Paolo Marcheschi, aggiunge: «Domenici vuoi gestire il David o le nomine dei soprintendenti? Credo sia soffrendo di un delirio di onnipotenza». E l'ipotesi di Paolucci sindaco del centrodestra? «E' un'ottima persona - è il diplomatico commento - ma non si può certo dire che sia del centrodestra». Il sottosegretario all'ambiente, il segretario regionale di Forza Italia Roberto Tortoli avverte: «Lo dico soprattutto da fiorentino dobbiamo restituire Firenze ad una classe dirigente politica responsabile e che sappia accettare le critiche in un'ottica democratica e non da comitato centrale del partito». E non parla di eventuali candidature. Si ribella a una lettura solo in chiave elettorale della querelle il presidente provinciale di An, Simone Gnaga: «Tutto è politica, non solo quello che viene detto nelle stanze dei palazzi di potere ed è singolare che Domenici giudichi contributi fattivi alla gestione del territorio i commenti positivi al suo governo e negativamente ogni critica. Non accetto la logica del 'se critica allora vuole candidarsi'. Credo sia legittimo esprimere opinioni politiche, soprattutto da parte di un esperto».
Paolucci, bagarre politica
Il sindaco di Firenze, Domenici, è al centro di una controversia con il soprintendente Antonio Paolucci, che è stato criticato dal centrosinistra per le sue posizioni sulla gestione del patrimonio culturale della città. Il centrosinistra ha accusato Paolucci di essere un possibile candidato del centrodestra alle elezioni della prossima primavera. Il sindaco Domenici ha risposto criticando Paolucci per le sue posizioni e ha anche accusato i comunisti fiorentini di essere derivate cattolico-lapiriana. I leader del centrodestra hanno risposto criticando Domenici per la sua gestione del territorio e hanno anche espresso il desiderio di un candidato responsabile e democratico.
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