CITTÀ DEL VATICANO - Una riscoperta ed un giallo. Nuove sorprese dallArchivio storico della Fabbrica di S.Pietro. Dopo il ritrovamento del documento del 1547 sulla "stanza di S.Pietro" emerso nellambito della mostra Petros Eni (Pietro è qui) in corso in Vaticano, dal cuore della Fabbrica torna alla ribalta dopo circa 5 secoli di oblìo una delle opere più belle e suggestive ma anche sfortunate - della raccolta artistica vaticana, il Ciborio quattrocentesco che era stato posto sulla tomba di S.Pietro nella vecchia basilica costantiniana. Un gigantesco bassorilievo in marmo con le storie di S.Pietro e S.Paolo smantellato agli inizi del '600 per fare spazio allaltrettanto gigantesco Baldacchino a colonne tortili realizzato dal duo Bernini-Borromini (una doppia paternità frutto, anchessa, di unaltra riscoperta della mostra Petros Eni - aperta fino all11 marzo prossimo - curata dal professor Antonio Paolucci e coordinata dalla storica dellarte Maria Cristina Carlo-Stella, capo ufficio della Fabbrica). Una interessante riscoperta che, però, dà luogo ad una sorta di giallo storico-venerazionale legato proprio alla "presenza" delle storie di S.Paolo scolpite sul luogo dove generazioni di pellegrini hanno sempre pregato perché "attirati" dalla tomba di S.Pietro. Ma secondo alcuni studiosi, non sarebbe casuale la presenza nei bassorilievi dellantico Ciborio dei momenti più significativi delle vicende paoline perchè per secoli almeno per i circa 1400 anni di vita della vecchia basilica costantiniana accanto al sepolcro di S.Pietro sarebbe stato tumulato anche il corpo di S.Paolo. Nel suo genere, una notizia-choc perché si è sempre detto e scritto che Paolo, lapostolo delle genti, dopo il martirio fu sepolto nel luogo dove in seguito fu edificata la basilica a lui dedicata e dove proprio gli studi ed i restauri più recenti hanno riportato alla luce la tomba dello stesso S.Paolo, visitata lo scorso mese anche da papa Benedetto XVI. Una verità storica che ora sembra vacillare sulla base dei nuovi studi in corso in Vaticano intorno al Ciborio del vecchio S.Pietro. "Nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio un fatto storico come il luogo dove fu giustiziato S.Paolo, ma altra cosa è parlare del posto dove nei secoli passati fu sepolto e venerato dai fedeli", spiega infatti Federico Bellini, docente di storia dellarte alluniversità di Camerino e curatore della voce Michelangelo nel catalogo della mostra Petros Eni. "E comunque un fatto altrettanto storico che per secoli nella basilica di S.Pietro i pellegrini venivano a pregare sulla tomba degli aspostoli Pietro e Paolo sottolinea Bellini nei secoli passati non si era mai parlato della sola tomba petrina. Ora, dalle doppie storie di S.Pietro e di S.Paolo scolpite sul Ciborio qualche segnale nuovo in questo senso potrebbe arrivare. Ma la ricerca continua". Le tesi del professor Bellini vengono, però, in parte smentite da un altro studioso, tra i massimi esperti del cristianesimo dei primi secoli, monsignor Romano Penna, docente alla Pontificia Università Lateranense: anche se ammette che i due apostoli per qualche secolo "furono sepolti insieme dalle prime comunità cristiane che salvarono così le loro reliquie dalle persecuzioni e dalle conseguente distruzioni". "I due apostoli spiega monsignor Penna non furono mai sepolti nella necropoli vaticana dove fu in seguito costruita la basilica, ma nelle catacombe di S.Sebastiano durante la persecuzione di Valeriano verso la metà del terzo secolo. Finite le persecuzioni furono tumulati nelle rispettive basiliche. Il culto comune dei due santi è nato proprio da quella doppia sepoltura nelle catacombe. Ed è proprio da lì che risale la festività del 29 giugno dedicata a S.Pietro e S.Paolo". Due tesi, qualle di Bellini e di Penna, parzialmente contrapposte, sulle quali le ricerche continuano. Nellattesa che gli studiosi sgombrino definitivamente il campo sui misteri della doppia tomba di Pietro e Paolo in Vaticano, lantico Ciborio torna alla luce e per la prima volta su autorizzazione delle autorità pontificie è stato immortalato dal fotografo di un quotidiano Mimmo Frassineti di Repubblica . Le immagini raccontano, in sintesi, i primi passi della comunità cristiana romana con le vicende salienti di Pietro e Paolo. "Il ciborio è unopera in stile tardo Quattrocento spiega Bellini eseguita dalla bottega del Pollaiolo a Roma su commissione di papa Sisto IV nel 1484". E formato da quattro lati di 3,4 metri ciascuno. Al primo lato cè la crocifissione in testa in giù di S.Pietro, con ai piedi della croce un cagnolino simbolo di fedeltà alla Chiesa. Segue, poi la consegna delle chiavi della Chiesa di Cristo a Pietro e una guarigione di Paolo. Al terzo lato campeggia la cattura e la decollazione di S.Paolo. Al quarto, la caduta di Simon Mago. Originariamente era appoggiato su quattro colonne poste sulla tomba di S.Pietro. Ora è situato nellottagono di Simon Mago, uno degli ambienti dellArchivio della Fabbrica. "Lo può ammirare solo un pubblico ristretto e selezionatissimo, in prevalenza studiosi e ricercatori, che vengono qui per studiare i tanti documenti conservati nellarchivio", spiega Simona Turriziani, archivista capo della Fabbrica. "Qui ci sono in pratica 5 secoli di storia aggiunge Assunta Di Sante, larchivista vicario attraverso documenti inseriti in circa 9 mila unità fisiche (faldoni, filze, cassette) in ognuna delle quali ci sono circa 500 carte, dai grandi progetti ai testi più semplici e apparentemente banali, ma che raccontano tutto il vissuto della Santa Sede. La nostra sfida principale è preservare questi documenti dal deterioramento del tempo, puntando ad arrivare un giorno ad una completa digitalizzazione di tutto lArchivio".
Vaticano, ecco lantico Ciborio coprì le spoglie di Pietro e Paolo
Nel corso di una mostra a Vaticano, è stato ritrovato un documento del 1547 che menziona la "stanza di S.Pietro". In seguito, un'opera d'arte del Quattrocento, il Ciborio, è stata riportata alla luce dopo circa 5 secoli di oblio. Il Ciborio è un bassorilievo in marmo con le storie di S.Pietro e S.Paolo. È stato scoperto che il Ciborio era stato posto sulla tomba di S.Pietro nella vecchia basilica costantiniana, ma fu smantellato agli inizi del '600 per fare spazio all'altrettanto gigantesco Baldacchino a colonne tortili.
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