L'8 per mille dell'Irpef alle Regioni. Lo propone il presidente del Veneto (Cdl), Giancarlo Galan, convinto forse che devolvere faccia rima con devolution . «Non intendo in questo modo ripianare il bilancio - precisa - anche perché la mia Regione non ne avrebbe bisogno. Si tratta solo di destinare risorse ulteriori a opere di assistenza o di salvaguardia dei beni culturali». La modifica, che dovrebbe essere inserita nella Finanziaria, «non crea alcun problema a Tremonti». Le Regioni dovrebbero «aggiungersi e non sostituirsi» agli altri soggetti che oggi possono beneficiare dell'8 per mille. «In un momento in cui tutti si lamentano che non ci sono soldi, perché lasciare in grigio l'ottava casella della dichiarazione dei redditi? Scrivete "Regioni". C'è un mercato del 62 dei contribuenti tutto da conquistare». Sul possibile introito, Galan non si spinge oltre qualche stima: «Se questo azzardo non si rivelerà un colossale flop, e io per il Veneto non lo credo, la partita economica è sicuramente consistente e parte da un minimo di almeno 20 miliardi». Intanto il ministero delle Finanze ha calcolato che, relativamente ai redditi del 1996, il 13,42 dei cittadini ha optato per lo Stato, determinando un gettito di circa 114 milioni di euro. Alla Chiesa cattolica è andato l'83,3 con un incasso di circa 707 milioni. Per il governatore c'è spazio anche per un meccanismo di solidarietà tra le varie Regioni per «compensare» quelle svantaggiate, «perché, in quanto a gettito Irpef, è ovvio che il Veneto pesca su un bacino più ampio rispetto a quello della Calabria». Per l'utilizzo dei fondi in lizza ci sono «gli anziani e i beni artistici». Secondo Galan per gestire questi fondi serve una «colossale» trasparenza: «Una commissione al di sopra di ogni sospetto deve ripartire i proventi creando una voce apposita, quasi un piccolo bilancio separato, in cui viene scritta da un lato l'entrata, dall'altra l'uscita, ad esempio, il restauro della tal chiesa». Ogni Regione potrà così misurare «il gradimento» dei propri cittadini: «Bisognerà informarli che hanno questa opportunità e poi convincerli a usarla». La proposta di Galan giunge nel giorno in cui il governo ha presentato i propri emendamenti alla Finanziaria. Finora le Regioni hanno tenuto un atteggiamento molto critico sulle misure previste dall'esecutivo, ritenendo intollerabili i tagli prefigurati. Ma Galan non s'iscrive a questo partito: «Ci sono Regioni che di fronte alla scelleratezza con cui il governo Amato abolì il ticket, non hanno avuto il coraggio di affrontare misure impopolari per mettere a posto i bilanci. Io l'ho fatto e non ho più bisogno di addizionali. Nella mia Regione si pagheranno meno tasse. Chi non ha messo a posto i conti non può più rimandare». Nessuna solidarietà per le Regioni meno ricche? «Certo, ma anche Regioni come la Puglia hanno affrontato dure ristrutturazioni. Ripeto chi ha fatto il furbo, si faccia un esame di coscienza e intervenga senza lagnarsi. E poi ci sono tante risorse che restano inutilizzate. Ci sono Regioni che non adoperano i fondi Ue. Io l'ho fatto al 97». Insomma la Conferenza delle Regioni che presto si riunirà per fare il punto delle misure elaborate dal governo non potrà contare sul governatore del Veneto. Ma anche il presidente della Regione Lazio (Cdl) sembra indisponibile alla protesta «indiscriminata». Nel giorno in cui si festeggia l'accordo siglato con il governo per la costruzione della Metro C e la corresponsione di 2.200 miliardi di lire, Francesco Storace non se la sente di prendersela con l'esecutivo: «Questo governo sulla sanità si trova a dover risolvere i problemi lasciati dalla precedente sconsiderata gestione. Non è una cosa facile trovare il giusto equilibrio. Le Regioni, nel loro insieme, pongono problemi seri e drammatici». Su tutt'altro fronte si trova il presidente della Toscana, Claudio Martini (Ulivo): «Fino a quest'anno il nostro bilancio sanitario è in pareggio. Ma per il 2003 prevedo difficoltà». Istituirà il ticket? «Cercheremo di evitarlo. Vorremmo che questo governo ci pensasse bene prima di ridurre le Regioni sul lastrico. Alle questioni dello sviluppo, in questo momento di gravissima crisi, non ha riservato che pochi euro».
Finanziaria, la richiesta di Galan "L'8 per mille anche alle Regioni". Il presidente del Veneto: serve per assistenza e beni culturali
Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, propone di destinare l'8 per mille alle Regioni per finanziare opere di assistenza e salvaguardia dei beni culturali. Galan sostiene che le Regioni dovrebbero aggiungersi agli altri soggetti che possono beneficiare dell'8 per mille e che il gettito potrebbe essere di almeno 20 miliardi. Il ministero delle Finanze ha calcolato che il 13,42 dei cittadini ha optato per lo Stato, mentre l'83,3 ha optato per la Chiesa cattolica. Galan propone di creare una commissione per gestire i fondi e di informare i cittadini sui progetti. La proposta giunge nel giorno in cui il governo ha presentato i propri emendamenti alla Finanziaria.
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