MONIGA (Brescia) «Di ville! di villule! di villoni ripieni! di villette isolate.., gli architetti pastrufaziani avevano ingioiellato, poco a poco, un po' tutti, i vaghissimi e placidi colli..., che, manco a dirlo, "digradano dolcemente': alle miti bacinelle dei loro laghi». Si può ben scomodare Carlo Emilio Gadda e la sua «Cognizione del dolore» per tornare a parlare del basso lago di Garda e del suo entroterra dove, negli ultimi anni, gli abitanti sono cresciuti del 10, ma gli edifici del 47: seconde case, residence e complessi vuoti per gran parte dell'anno e perciò non di rado con la vocazione a ospitare traffici e persone che preferiscono restare nell'ombra. Così, dopo gli insediamenti contestati di Padenghe, Toscolano, Tremosine, Manerba, Sirmione (ma sono solo alcuni) arriva il turno di Moniga, poco più di 2 mila abitanti e un castello-ricetto medievale come fiore all'occhiello. E' proprio a ridosso della cinta di mura rettangolare 280 metri che i primi ulivi sono già caduti e le ruspe hanno iniziato lo sbancamento. Qui, in un angolo salvato dal cemento, su un dosso che guarda il lago, è cominciata la costruzione di sei «villoni ripeni» con piscina. E' cominciata legittimamente, intendiamoci: anche se ora la Sovrintendenza di Brescia lo ha fatto fermare in modo da poter controllare le legittimità dell'iter seguito dal Comune. Quella è un'area edificabile, la lottizzazione non è assolutamente un abuso. Però anche il paesaggio va tutelato. Proprio per questo, un anno fa, il Sovrintendente Luca Rinaldi incontrò l'allora sindaco Massimo Pollini e i proprietari dell'area: «Discutemmo racconta Luca Rinaldi come concentrare l'edificazione in una zona appartata, un unico fabbricato di tipo tradizionale. Sembrava tutto risolto». Sembrava: perché poi ad avere il via libera fu la lottizzazione con le sei ville, autorizzata da una delibera di giunta che, dunque, il consiglio vide a cose fatte. E in consiglio, allora, sedeva l'attuale sindaco (le elezioni sono state fatte nel maggio scorso) Lorella Lavo. «Avuto il via libera al progetto della nostra commissione ambiente, ho fatto quello che prevede la legge: li ho mandati alla Sovrintendenza». Che ora controllerà la correttezza degli atti, appunto: ma nel merito dei progetti che conosce soltanto quando sono già approvati non può entrare. In materia di tutela del paesaggio e pianificazione territoriale, infatti rispettivamente dal 1997 e dal 2005 la Lombardia ha delegato ogni competenza ai singoli comuni. Alla Sovrintendenza resta, invece, il potere di fermare un progetto se si tratta di tutelare un bene monumentale: in questo caso il Castello. Un vincolo di rispetto così come avvenne in provincia di Bergamo per la rocca di Malpaga «minacciata» da un golf stabilito sul bene monumentale potrebbe fermare le villette. Perché sul lago di Garda assediato («anzi soffocato» dice il sindaco Lavo) dal cemento, come nel resto della Lombardia «gli abusi che vengono tanto denunciati nel Sud non ci sono dice il Sovrintendente Rinaldi soltanto perché qui da noi non ce n'è bisogno, è tutto legittimo....»
Villettopoli assedia il castello. La Sovrintendenza blocca i lavori a Moniga del Garda
In un'area di Moniga, a Moniga, sulla cinta di mura rettangolare del castello medievale, è iniziata la costruzione di sei villoni ripieni con piscina. La Sovrintendenza di Brescia ha fermato il progetto, ma il Comune ha ottenuto il via libera. Il Sovrintendente Luca Rinaldi ha incontrato il sindaco Massimo Pollini e i proprietari dell'area per discutere di come concentrare l'edificazione in una zona appartata. Tuttavia, la delibera di giunta ha autorizzato la lottizzazione con le sei ville, e il progetto è stato mandato alla Sovrintendenza per la sua correttezza.
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