Con la fine del 2006 si è concluso un ciclo nellorganizzazione pubblica, a dimensione locale, del turismo in Liguria. Ad oggi non è dato di percepire la prefigurata evoluzione. Gli addetti ai lavori fanno intendere che molte sono le preoccupazioni. La transizione appare alquanto pasticciata Per carenze legislative e per mancanza di tempestiva azione di coordinamento. Le quattro province liguri, che hanno assunto competenze loro attribuite dalla legge regionale vogliono chiarezza e certezze. Il ciclo che sta concludendosi iniziò con le Aziende Autonome di cura, soggiorno e turismo. In Liguria erano 37. Le prime, quelle più blasonate che hanno fatto la storia del turismo nelle riviere, furono costituite nel lontano 1927. Lultima negli anni 70 quella di Genova con lunificazione delle aziende preesistenti di Nervi e Pegli ed inglobando il centro città, riconoscendone la valenza turistica. Traevano legittimità e forza da leggi chiare e da risorse finanziarie certe. Il turista e loperatore avevano in loco un interlocutore riconosciuto e riconoscibile. Hanno avuto momenti di vivo splendore. Tutte quante hanno contribuito alla nascita ed allaffermazione sul mercato internazionale dellofferta turistica ligure. E emozionante rivedere riprodotti oggi alcuni dei manifesti realizzati per iniziativa delle Aziende più attive. Soggetti accattivanti, grafica accurata, a firma dartisti affermati. Ancor oggi capaci di attrarre e persuadere. Identica emozione si scopre nello scorrere le pagine di cronaca locale dei quotidiani dallora, che riportano notizie degli eventi culturali e folcloristici, promossi e realizzati dalle Aziende e che hanno assunto notorietà nazionale e, in alcuni casi, anche internazionale. Eventi che hanno testimoniato lamore ed il fervore che i diversi amministratori delle Aziende avevano per le loro località, cercando in particolare di valorizzare e tramandare tradizioni popolari e fatti storici locali. Ad amministrare le Aziende erano chiamati, quali presidenti, persone di dimostrata capacità e generosità. Le Aziende sono state la palestra dove si è formata una schiera di collaboratori, funzionari e dirigenti alcuni dei quali, ancor oggi, costituiscono il nucleo forte e professionalmente capace dellattuale organizzazione pubblica del turismo in Liguria. La crisi delle Aziende ebbe inizio allorquando con una buona dose di demagogia e superficialità il Parlamento nel 1988 ha soppresso limposta di soggiorno, sicura fonte di finanziamento. Da quel momento furono alla mercé dei tempi e dei modi di contribuzione della Regione. Vennero soppresse, unitamente agli Enti Provinciali per il turismo, nel 1992. Hanno lasciato un vuoto nelle diverse località ed un rimpianto tra gli operatori turistici. Dopo vennero le Aziende di Promozione turistica. La prima versione, con dimensioni sub provinciali, motivata dalla necessità di un adeguamento alle mutate esigenze organizzative ed economiche. Fu ben accolta. La seconda, peggiorativa per leccessiva ampiezza territoriale e per una gestione monocratica, escludente la partecipazione degli enti locali e degli operatori turistici, alle scelte. Non ha trovato molti consensi. Oggi si prospettano allorizzonte i Sistemi Turistici locali, aggregazioni di enti locali, organizzazioni ed imprese, finalizzati al miglioramento dellofferta turistica. In alcune aree liniziativa è avviata. Laugurio che sappiano progettare il miglioramento di una offerta turistica competitiva. Non perdersi in sagre e luminarie. Per queste si adoperano egregiamente le Pro Loco. Comuni temono un centralismo regionale. Diffidano sempre più delle capacità operative della Agenzia regionale per la promozione turistica. Ne auspicano una profonda trasformazione con limmissione di forti professionalità. Ad oggi il profilo appare ancora troppo basso. Sono, comunque, alla ricerca di alternative locali per la valorizzazione e la promozione delle loro specificità La situazione non concede più tempo, il rischio è lemarginazione dal mercato turistico. Chissà se, quanto prima, non si arriverà alla costituzione di agenzie locali? Un ritorno al passato? La voglia di autonomia è forte.