-------------------------------------------------------------------------------- «Non dobbiamo essere sostitutori di spesa per compensare il periodo di vacche magre nel sistema pubblico. Linnovazione sociale è la nostra missione», dice il segretario generale della Fondazione Crt Angelo Miglietta nel giorno in cui il le undici fondazioni delle Casse di Risparmio piemontesi presentano il bilancio 2005, sottolineando un incremento del 22 per cento dei fondi erogati rispetto al 2004. Un totale di 157 milioni di euro. Nel complesso, se si sommano i 134,8 milioni della Compagnia di San Paolo, nel 2005 il territorio piemontese ha beneficiato di risorse per 292 milioni di euro, con un tasso di crescita del 17,8 per cento in più rispetto allanno precedente. Uninteressante comparazione che riguarda gli anni dal 2001 al 2005 permette di riflettere sullenorme potenzialità rappresentata dal ruolo delle Fondazioni: in cinque anni i fondi europei erogati nel nostro territorio sono stati 670 milioni di euro, i milioni di euro usciti dalle casse delle Fondazioni sono appena al di sotto, 620 milioni. I dati sono stati diffusi ieri in occasione della presentazione del terzo rapporto dellOsservatorio Fondazioni. Arte, beni e attività culturali è il settore che ha incassato di più, 46,7 milioni pari al 34 per cento del totale, anche se è listruzione lambito dove si registra laumento più significativo, con risorse per 24,8 milioni, il 18,2 per cento del totale. Seguono lassistenza con oltre 20 milioni (14,7), lo sviluppo e la promozione del territorio con 18,8 (13,8), la ricerca 13,8 (10) e la sanità con 12,6 (9,2). Settori cenerentola, e quelli dove si potrebbe lanciare un segnale di maggiore attenzione nei prossimi anni, i diritti civili e la prevenzione delle tossicodipendenze, i due esempi citati da Luciano Balbo, presidente di Oltre Venture Capital Sociale. Fra le undici torinesi, la più generosa è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino che nel 2005 ha stanziato 100 milioni di euro, inclusi i 20 di risorse straordinarie destinate ai Giochi paralimpici invernali di Torino 2006. «La valorizzazione del patrimonio, unita alla dinamicità imprenditoriale introdotta nelle banche - ha sottolineato il presidente Andrea Comba, che guida anche lassociazione che raggruppa le 11 Fondazioni piemontesi- ha permesso di ampliare il volume di risorse messe a disposizione del territorio: rispetto alle beneficenze delle vecchie Casse di Risparmio, le erogazioni attuali sono circa 4 volte superiori a parità di potere dacquisto». Ha aggiunto Miglietta: «Compito delle Fondazioni è operare come catalizzatori dello sviluppo». Nel rapporto è anche evidenziato il ruolo consistente delle banche piccole e minori del Piemonte: tra la fine del 99 e linizio del 2006 i loro depositi sono cresciuti del 93, passando da 8,2 a oltre 15 miliardi, e gli impieghi del 69 (da 15,9 a 26,9 miliardi). In termini di quote di mercato le banche minori hanno complessivamente il 30,4 dei depositi e il 29,5 degli impieghi.
PIEMONTE. Cultura, istruzione e sanità la manna delle Fondazioni
Il segretario generale della Fondazione CRT Angelo Miglietta ha sottolineato che le undici fondazioni delle Casse di Risparmio piemontesi hanno presentato il bilancio 2005 con un incremento del 22% dei fondi erogati rispetto al 2004, con un totale di 157 milioni di euro. Il territorio piemontese ha beneficiato di risorse per 292 milioni di euro, con un tasso di crescita del 17,8% rispetto all'anno precedente. I fondi europei erogati nel territorio sono stati 670 milioni di euro, mentre i milioni di euro usciti dalle casse delle Fondazioni sono stati 620 milioni.
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