In questi mesi abbiamo assistito ad una singolare "querelle" politica che ha preso avvio dal protocollo d'intesa tra Comune, Regione e Asl per realizzare la vendita delle aree di quello che un tempo fu l'Ospedale al Mare, dismesse ormai da decenni. A fronte del parere favorevole della Municipalità, si è formato un fronte del no costituito da partiti, da singoli politici, da comitati più o meno spontanei che hanno dato il via a fiume varie iniziative, pseudo referendum, su un quesito fuorviante occupando la scena mediatica e costruendo su ciò opinione. La voglia e la capacità invece di ragionare in termini di prospettiva, nasce dall'ambizione di guardare avanti e di ricercare, se necessario, quel cambiamento in grado di generare una crescita in un'ottica di compatibilità e sostenibilità e al tempo stesso di assoluta qualità Il palazzo del cinema, anzi il Nuovo Palazzo del Cinema, ne è un esempio eclatante. I numerosi paladini del no, contrari di fatto a qualsiasi cambiamento, hanno contestato alla radice sia la necessaria valorizzazione e riconversione finalizzata al termalismo delle aree dell'ex ospedale lidense che la costruzione del Nuovo Palazzo del Cinema ("il vile baratto dell'ex OAM con un altro palazzo del cinema"). In una logica di pura conservazione, hanno messo in discussione la necessità del Nuovo Palazzo. Si avverte in questa visione anche il fastidio per questa Mostra del Cinema, indifferenti al fatto che sia l'unico evento culturale internazionale ospitato nel nostro territorio. Tanto più ci troviamo a fare i conti con questo modo asfittico e miope di concepire il presente (e il futuro) dell'isola e di Venezia, tanto più è necessario da parte della buona politica fare uno scatto in avanti. La realtà è che abbiamo noi tutti il dovere di comprendere la vera posta in gioco. alla luce dello straordinario accordo del 22 dicembre tra Governo, Biennale, Regione, Provincia, Comune, ASL, e Associazione Industriali del Veneto. In gioco quindi c'è il Paese Italia, la Fondazione culturale pubblica più importante del mondo, la città di Venezia ed il suo ruolo internazionale, la ricaduta economica che coinvolgerà non solo il Lido, le prospettive e opportunità di lavoro. E' un fatto che la Biennale abbia commissionato alla Bocconi di Milano, un'università tra le più quotate e prestigiose, uno studio per evidenziare sia i punti di forza della Mostra del Cinema, sempre meno numerosi e decisivi, sia le sue debolezze purtroppo assai più rilevanti, sia le prospettive anche alla luce del ruolo degli altri festival di rango europeo che di fatto sono da sempre in concorrenza con Venezia. I risultati della ricerca sono preoccupanti: numerosi i problemi, dalla logistica ai trasporti. Ma soprattutto le strutture della Mostra sono sempre più inadeguate. Uno dei possibili rimedi, il principale, è il potenziamento delle strutture. Infatti la mancanza di una grande sala penalizza in maniera radicale la Mostra e la sua capacità operativa nei confronti dei soggetti professionali interessati all'evento cinematografico, in grado di decretarne il successo. L'obiettivo, assai più ambizioso, è riqualificare tutta il Piazzale del Casinò e i manufatti che vi si trovano (il Casinò, l'attuale Palazzo del Cinema, il Palagalileo), all'interno di un progetto architettonico e urbanistico unitario e di assoluto livello. Pensare un Museoarchivio permanente, aperto ad pubblico giovane, ma non solo giovane, di alto profilo. Sarebbe in tal modo offerta ad un turismo di qualità la possibilità di vedere e vivere il più grande giacimento cinematografico a livello mondiale, un patrimonio assoluto della cultura e dell'arte contemporanea. Sono evidenti le ricadute in termini di riqualificazione e di occupazione professionale qualificata, dal settore alberghiero a quello dei servizi. Insomma si potrebbero creare al Lido tutti quei fattori urbanistici, architettonici, artistici, paesaggistici culturali ed economici che hanno reso vincente la scelta di creare il Museo Guggenheim di Bilbao, il Mart di Rovereto, la Biblioteca nazionale Mitterand di Parigi, la Postdammer Platz di Berlino, la Città della Musica di Roma: si tratta di favorire un formidabile volano di sviluppo di cui trarrebbe beneficio l'intera isola, ma il cui respiro assumerebbe un carattere internazionale. La "Città del Cinema" è la nostra sfida: tutti assieme la dobbiamo raccogliere. Tutti assieme la possiamo vincere. Quindi nessun "vile baratto", ma una grande opportunità per noi tutti comprese più risorse e garanzie per un bene inalienabile come quello del diritto alla salute. presidente Municipalità Lido-Pellestrina