VILLAFRANCA. Revocato dal ministero il vincolo che ha bloccato parte del complesso in cui sorgerà la biblioteca civica Zanolli: «La nuova costruzione in centro storico sarà ultimata entro l'estate» Villafranca. Revocato dal ministero dei beni culturali il vincolo su parte del terreno di Villafranchetta, dov'è in fase avanzata il modernissimo complesso edilizio residenziale, nel cuore del centro storico, studiato e progettato dall'architetto villafranchese Lucio Merlini. Soddisfatto il sindaco: «Tra qualche mese sarà ultimata la sede della biblioteca, un'opera all'avanguardia che entrerà presto al servizio della popolazione». Con l'ultimazione del comparto sarà poi aperto, attraverso il condominio "La Filanda", il collegamento pedonale diretto con corso Vittorio Emanuele che diventerà la futura via Mazzini di Villafranca. Ma qual è stata la causa dell'imprevisto "intoppo" che ha causato ritardi e apprensioni circa il prosieguo dell'opera? Presto detto. Quando nel 2004 l'impresario Claudio Paiola titolare della Clerman costruzioni di Domegliara acquistò l'area edificabile, negli strumenti urbanistici del Comune non esisteva traccia di provvedimenti di tutela. L'anno successivo è stata quindi stipulata la convenzione con il Comune e sono iniziati i lavori. Ma l'esistenza del vincolo ambientale su parte del terreno non era sfuggito all'occhio vigile di un funzionario dell'Unicredit - la Banca interessata all'operazione immobiliare - che poneva sull'avviso gli interessati. Cosi la Clerman ha chiesto e ottenuto una variante per ottemperare al vincolo esistente ma si è subito attivata per ottenerne la rimozione con la precisa volontà di seguire un percorso all'insegna della linearità, dell'assoluta trasparenza e nel rispetto delle regole. L'avvocato Sardos Albertini, al quale Paiola si era rivolto, appurava che il vincolo limitativo relativo all'altezza delle costruzioni era stato posto dalla Soprintendenza prima che venisse dichiarato di interesse storico il vicino parco e palazzo Gandini Morelli Bugna dove, l'11 luglio 1859, vennero stipulati i preliminari di pace tra Francesco Giuseppe d'Austria e Napoleone III dei francesi. Su questi presupposti si era subito mosso il legale trovando il pieno accordo dell'amministrazione comunale e in pochi mesi è riuscito a sbrogliare l'intricata matassa. Lo stesso sindaco Luciano Zanolli, ma anche l'assessore Paolo Marchi pure lui legale, e il dirigente dell'Area tecnica Arnaldo Toffali, hanno assecondato la soluzione del problema dal momento che la questione era intanto diventata un caso politico. Vale la pena ricordare come negli anni erano sorti nelle immediate vicinanze altri edifici che a loro volta ricadevano nella "zona protetta" e quindi, a rigore, avrebbero dovuto essere parzialmente demoliti. Il ricorso del legale alla Soprintendenza si è concluso con il riconoscimento delle fondate ragioni e, col parere favorevole della Soprintendenza di Verona, la direzione Regionale di Venezia del Ministero dei Beni Culturali ha revocato nei giorni scorsi il vincolo con la piena soddisfazione delle parti interessate. «È una risposta seria e appropriata», commenta il sindaco Zanolli, «a chi ha voluto strumentalizzare, anche con esposto alla Procura della Repubblica contro la precedente amministrazione, una situazione che aveva visto coinvolti anche privati cittadini». Carlo Rigoni