«La vecchia copertura della Villa romana di Franco Minissi è un bene culturale è non si tocca». Tre parlamentari nazionali hanno fatto arrivare tre interpellanze direttamente sul tavolo del Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, chiedendo di salvaguardare l'attuale copertura. Si tratta di Arnold Cassola dei Verdi, e di due parlamentari dell'Ulivo, Francesco Piro e Valerio Zanone, ex leader del partito Liberale. Tutti sono strenui difensori di una corrente di pensiero che considera l'opera di Franco Minissi una testimonianza di storia, arte e civiltà e quindi un «bene culturale». Peraltro, l'opera minissiana, proprio quest'anno compie cinquant'anni e quindi, come tale sotto è tutela ai sensi della legge 108939. Chissà cosa avrebbero fatto i tre parlamentari se avesse preso corpo la soluzione del cupolone dell'ormai dimenticato architetto Trizzino. Le interpellanze avanzano dubbi sul progetto redatto dal Centro Regionale del Restauro, diretto dall'architetto Meli, che prevede la rimozione dell'attuale copertura, ritenuta da Vittorio Sgarbi «un'orribile ferraglia», da sostituire, salvo complicazioni in zona Cesarini, con una nuova copertura che ripropone l'originale impianto volumentrico della Villa. Comunque, gli interessati possono dormire sonni tranquilli. Infatti, anche se la risposta del Ministero non è ancora ufficiale, pare che Rutelli abbia rigettato le interpellanze non ravvisando nel nuovo progetto violazioni alla Carta del Restauro.