museo diocesano Promuovere il recupero, il restauro e la fruizione del patrimonio culturale dell'Arcidiocesi di Catania, formato da testi antichi, archivi storici e documenti di grande rilevanza, utilizzando un nuovo processo che è insieme scientifico e culturale. E' lo spirito che anima il Progetto «Adat», ovvero "Archivi Digitali Antico Testo", per la realizzazione di un laboratorio integrato per il restauro, conservazione, valorizzazione e fruizione di documenti antichi. Il progetto sarà presentato nel corso di una conferenza stampa oggi venerdì 16 alle ore 10 al Museo diocesano. Il progetto Adat nasce nell'ambito del Por 2000-2006 (Misura 3.14) e vede protagoniste tre aziende siciliane che operano nel settore della ricerca delle applicazioni informatiche, la Rit srl - Robotica informatica telematica - di Siracusa, società capofila del progetto, la Hitec 2000 s.r.l. di Catania e la Oxyria s.r.l., anch'essa di Catania, assieme all'Università degli studi di Catania, detentrice di metodologie informatiche d'avanguardia, e alla Fondazione diocesana dei beni culturali, depositaria di un patrimonio culturale e documentario di valore inestimabile.
Recupero beni storici si presenta il progetto Adat
museo diocesano Promuovere il recupero, il restauro e la fruizione del patrimonio culturale dell'Arcidiocesi di Catania, formato da testi antichi, archivi storici e documenti di grande rilevanza, utilizzando un nuovo processo che è insieme scientifico e culturale. E' lo spirito che anima il Progetto Adat, ovvero "Archivi Digitali Antico Testo", per la realizzazione di un laboratorio integrato per il restauro, conservazione, valorizzazione e fruizione di documenti antichi. Il progetto sarà presentato nel corso di una conferenza stampa oggi venerdì 16 alle ore 10 al Museo diocesano. Il progetto Adat nasce nell'ambito del Por 2000-2006 (Misura 3.14) e vede protagoniste tre aziende siciliane che operano nel settore della ricerca delle applicazioni informatiche, la Rit srl - Robotica informatica telematica - di Siracusa, società capofila del progetto, la Hitec 2000 s.r.l. di Catania e la Oxyria s.r.l., anch'essa di Catania, assieme all'Università degli studi di Catania, detentrice di metodologie informatiche d'avanguardia, e alla Fondazione diocesana dei beni culturali, depositaria di un patrimonio culturale e documentario di valore inestimabile.
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