Basterebbe la vista. Sedersi lassù, sopra la terrazza del palazzo Caffarelli, e guardare la città. Unora così fa meglio dello yoga, fa meglio dei massaggi tailandesi e della sauna. Datemi un panorama sui Fori, gli autobus, gli alberi del Gianicolo e mi solleverò da terra come Sai Baba. Ma oltre alla vista, cè il bar. E il ristorante, e i tavolini dove godersi il sole quando cè, o la pioggia protetti da un gazebo riscaldato. Una meraviglia. Ogni volta che qualcuno viene a trovarmi a Roma lo porto lassù. E gli mostro lo spettacolo della città spaparanzata. Laltro giorno però, volevo portarci un amico che aveva con sè la figlia, addormentata nel passeggino. Non potendo salire le due rampe di scale, abbiamo domandato dove fosse un ascensore. La persona allentrata ci ha detto che non cera nessun ascensore. Ma che avremmo potuto spostarci sulla piazza del Campidoglio, e prendere lascensore che conduce ai Musei Capitolini e da lì raggiungere la terrazza. Ci siamo spostati. Ma una persona a quellentrata ci ha detto che per passare da lì avremmo dovuto fare il biglietto. Quale biglietto? Il biglietto per entrare ai Musei Capitolini: otto euro (6.50 più 2.50 per la mostra sullOfficina emiliana, obbligatoria). Sì, ma noi non vogliamo entrare nei Musei, o vedere la mostra. Noi vogliamo bere un caffè sulla terrazza con una bambina addormentata nel passeggino. Ma se prendete questo ascensore, insiste la persona incaricata, dovrete passare attraverso i Musei, e per farlo vi occorre il biglietto. Se invece volete soltanto andare alla terrazza, senza passare dal Museo, dovete per forza passare dal Palazzo Caffarelli. Ma da quel lato non cè lascensore... Ce ne siamo andati. Non era poi così bella la terrazza, dico al mio amico per consolarlo. Ma non è vero. E bellissima. E chiunque ha diritto di salirci, anche se, per qualche motivo, non può fare due rampe di scale. Laccesso agli edifici pubblici dovrebbe essere garantito a tutti. Per legge, se non sbaglio.
MUSEI Caffarelli, lascensore e la terrazza
Un uomo descrive la sua esperienza di salire alla terrazza del palazzo Caffarelli a Roma. Ha portato con sé un amico con la figlia addormentata nel passeggino, ma non c'è ascensore. Dopo aver chiesto informazioni, viene detto che per raggiungere la terrazza è necessario fare il biglietto per entrare ai Musei Capitolini, anche se non si vuole entrare nel museo. L'uomo e il suo amico si sentono frustrati e decidono di non salire alla terrazza. Tuttavia, il narratore sostiene che la terrazza è bellissima e che tutti dovrebbero avere diritto di accedervi, indipendentemente dalle loro esigenze. Crea un problema di accessibilità agli edifici pubblici.
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