La provocazione dellassessore al convegno sui patrimoni delle fondazioni bancarie: "Troppi capolavori chiusi negli uffici" "Aprite alla città la vostra raccolta" -------------------------------------------------------------------------------- Un nuovo, ricchissimo, Museo dellOttocento nel cuore di Milano. Attenzione, non stiamo parlando di quello di Villa Belgiojoso Bonaparte (inaugurato giusto un anno fa), ma di una sua futura sede gemella, che potrebbe nascere a un solo isolato di distanza, nelle sale di Palazzo Dugnani in via Manin. Qui troverebbero posto molti capolavori della collezione civica rimasti in cantina dopo il ripristino della villa di via Palestro, oltre a una selezione di preziose opere - ed ecco la vera novità - conservate fino ad ora sotto chiave nei caveau di alcuni istituti bancari, titolari di collezioni tanto belle quanto imboscate. È questa la proposta lanciata, ieri mattina, dallassessore Vittorio Sgarbi nel corso del convegno organizzato da Open Care per fare il punto sulla gestione dei patrimoni artistici di proprietà delle banche. Patrimoni che spesso ammontano a migliaia di pezzi, firmati da maestri di tutti i secoli, ma - sfortunatamente per il pubblico - sparpagliati fra gli uffici e i depositi di tutte le filiali. Ispirandosi allattività espositiva messa a segno, negli ultimi anni, da Banca Intesa - che, per la sua collezione ricca di oltre 6mila opere, ha allestito a Vicenza un museo su misura - Sgarbi ha maturato lidea di intrecciare le risorse del Comune con quelle di un istituto di credito. E ha scelto la Fondazione Cariplo, che, guarda caso, ha sede proprio in via Manin, nel Palazzo Melzi dEril. «La sua raccolta ha detto contempla più di mille pezzi straordinari dellOttocento italiano. Capolavori come la Danza delle ore di Previati stanno chiusi negli uffici dei dirigenti. Il mio progetto per un nuovo Museo dellOttocento è quello di portarli a Palazzo Dugnani, sotto gli affreschi del Tiepolo, restaurando le sale e sperimentando una fusione fra pubblico e privato. Confido per questo in un accordo con la Cariplo per un finanziamento e per la condivisione del suo patrimonio». Dopo i sette milioni di euro spesi dalla giunta Albertini per accasare a Villa Belgiojoso Bonaparte le opere di Appiani, Canova, Segantini e il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, sembra che per il nuovo museo ce ne vorranno altri nove. Per dare degna accoglienza alle tele del Tiepolo, di Hayez, del Piccio o degli Induno di proprietà della Cariplo. Sempre che la Fondazione sia daccordo. Ma, a sentire il segretario generale Pier Mario Vello, i tempi sono prematuri. «Un altro museo sostiene non avrebbe senso. Vogliamo anche noi rendere pubblica la nostra collezione, ma cerchiamo soluzioni nuove per scongiurare il rischio di un museo perennemente vuoto. Comè, di fatto, Villa Belgiojoso Bonaparte».