IL RETROSCENA Per avviare la cessione del patrimonio immobiliare a Pirelli Re serve il via libera dellArs -------------------------------------------------------------------------------- Allultima conta, il presidente della commissione Bilancio, Michele Cimino, si è trovato di fronte un quadro non proprio confortante: assenti cinque deputati della maggioranza su otto. Così, per la quarta volta consecutiva, è saltato il voto dellArs sul fondo immobiliare della Regione. La Cdl è in guerra sulloperazione da 300 milioni di euro affidata a Pirelli Re, condotta da un «fedelissimo» di Cuffaro come il ragioniere generale Enzo Emanuele e osteggiata da pezzi di Forza Italia e dellMpa. Una guerra sotterranea, portata avanti con i silenzi, le diserzioni e le perplessità manifestate a denti stretti. Non sbagliava chi, negli ambienti vicini a Cuffaro, a dicembre accolse come una pesante briglia la norma che vincolava lattuazione del piano di valorizzazione degli immobili al sì dellAssemblea. La commissione, infatti, appena è stata chiamata a deliberare si è inceppata, e il presidente dellArs Gianfranco Micciché ha assegnato due proroghe per non far scattare il silenzio-assenso: i termini, adesso, scadono il 23 febbraio. Il prossimo round, in commissione Bilancio, è stato programmato per martedì. Laria che tira non è delle migliori. Assenti più o meno fissi, sinora, gli esponenti dellMpa ma anche gli udc Cintola e Savona. Il gesto più eclatante lha compiuto il forzista Salvo Fleres, che mercoledì ha abbandonato la seduta: «Voglio chiarezza sulloperazione che si sta compiendo. Chiarezza che al momento manca», dice Fleres, segnalando un problema che è stato oggetto di una lunga telefonata fra Micciché ed Emanuele: «Stiamo conferendo nel fondo i beni della Regione e non quelli degli enti economici. Perché?». Enzo Emanuele dice di non poter far nulla, in questo senso, finché non si conclude lintera liquidazione degli enti economici: lultima società da privatizzare è lItalkali. Il commissario liquidatore, Rosalba Alessi, è stata convocata in commissione Bilancio martedì, per fornire lumi sui tempi di conclusione della procedura. Ma Cimino dà forma a una serie di dubbi: «Cè stata una certa approssimazione in questa vicenda. Come si spiega, altrimenti, il frettoloso ritiro di beni di valore artistico come Castello Utveggio o la biblioteca regionale nellelenco di immobili da conferire nel fondo?». Cateno De Luca, rappresentante dellMpa in commissione Bilancio è ancora più duro: «Questoperazione non ci convince proprio. Limporto stimato dei beni che vanno nel fondo, in certi casi, è pari a un quarto del valore di mercato. E non si riesce a capire, al di là del fondo immobiliare, quali siano le strategie della Regione per la valorizzazione dei propri beni». Schermaglie che, secondo il deputato diessino Camillo Oddo, nascondono principalmente la paura della Cdl «di avere un irreparabile danno dimmagine. Perché anche il più sprovveduto dei siciliani ha capito che i nostri governanti stanno svendendo i gioielli di famiglia». Lamministrazione, in ogni caso, va avanti. Lassessore al Bilancio Guido Lo Porto mercoledì si era augurato, invano, il voto della commissione. Emanuele afferma di attendere il parere dellArs ma aggiunge: «Stiamo preparando tutte le carte per la firma dei contratti. Se tutto andrà bene, entro aprile sarà definita sia la cessione degli immobili al fondo immobiliare che il successivo affitto degli stessi beni da parte dellamministrazione regionale». La prossima settimana sarà decisiva. Se la maggioranza non si compatterà, potrebbe scattare il silenzio-assenso e loperazione fondo immobiliare andrà comunque avanti. Ma il rischio, ammette Cimino, «è che lassenza dei deputati della Cdl favorisca un voto contrario. A quel punto si bloccherebbe tutto. Non so se possiamo permettercelo».