È partito da Canosa il viaggio di Legambiente per mettere sotto tutela i luoghi e le opere dellarte minore nella regione Esemplari i casi dincuria dellabbazia di Kalena, nel Gargano, e del Pulo di Molfetta che da tre anni aspetta di essere aperto -------------------------------------------------------------------------------- Esiste un bello nascosto, dimenticato, spesso anche sfregiato. Unarte nobile ma decaduta, una Puglia capace di essere meravigliosa e insieme odiosa: splendida nellanima e nelle linee. Irritante nella manutenzione e nella conservazione. Il recupero di questo tipo di bellezze architettoniche - chiese e parchi archeologici, Barocco o Neolitico - è lobiettivo di Salvalarte, la campagna nazionale di Legambiente per la conservazione dei beni culturali che qui in Puglia è partita nei giorni scorsi. La prima tappa è stata Canosa, ma lassociazione ambientalista ha preparato una mappa accurata delle bellezze di Puglia nascoste e abbandonate che nel corso dellanno saranno toccate dalliniziativa. «Abbiamo due obiettivi - spiega il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini - da una parte segnalare le emergenze monumentali più a rischio e promuovere una campagna di sensibilizzazione per attivare i meccanismi per il loro recupero. Dallaltra, far conoscere, promuovere e valorizzare anche quei beni culturali così detti minori, al di fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al "grande pubblico", ma non per questo meno importanti». Come prima tappa Salvalarte ha toccato Canosa, basilica di Santa Sofia. A meno di un chilometro del centro della città cè un sito scoperto negli anni 50 e poi abbandonato nel corso degli anni: si tratta di catacombe «assai interessanti» a detta degli studiosi del IV-VI secolo dopo Cristo. Catacombe che hanno dato alla luce monete, recipienti in ceramica e vetro, lucerne e monili in bronzo. «Grazie alla collaborazione del Centro italiano arte restauro tecnologico (il Ciart) - spiega Tarantini - alcuni di questi reperti in bronzo saranno ripuliti con delle tecnologie laser di ultima generazione». Nelle prossime settimane da Canosa, Legambiente si sposterà nella vicina Minervino, contrada Grotelline. «Qui la Regione - continua il presidente di Legambiente - ha autorizzato la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali. Ma, come ha testimoniato una campagna di scavi delluniversità di Pisa, in quellarea sono stati scoperti frammenti che vanno dal Neolitico antico alletà del bronzo». Lassociazione ambientalista è contraria allinsediamento, «rifiuti e arte non sono compatibili: in attesa dellesito dellinchiesta della magistratura, vogliamo raccontare quanto è bello quel territorio». Sul Gargano, Salvalarte proverà a non far crollare labbazia di Santa Maria di Kalena, nel territorio di Peschici. La struttura, costruita nell872 dai frati greci di San Basilio, è un capolavoro dellarchitettura primitiva romanica. Da anni è stata abbandonata, cade a pezzi e suo malgrado è diventata il logo dello sviluppo "insostenibile" del parco del Gargano: per provarla a salvare, il Fai lha inserita nella hit parade dei luoghi del cuore. E ultimamente ha chiesto con toni accesi un intervento delle istituzioni anche monsignor Domenico DAmbrosio, vescovo di Manfredonia. Non è diversa la situazione del Pulo di Molfetta, il vero paradosso dellarte pugliese: inaugurato tre anni fa dagli allora presidenti di Provincia e Regione, Vernola e Fitto. E nei mesi successivi riempito di promesse dai nuovi amministratori, la meravigliosa depressione carsica, il più antico insediamento Neolitico della regione, sulla carta una delle più grandi risorse turistiche ed economiche di tutta la Puglia, non ha mai aperto. Praticamente inaccessibile ai visitatori. Erano stati realizzati bagni e sale daspetto. I vandali hanno mangiato tutto. Una malasorte che richiama alla memoria il futuro incerto dellUomo di Altamura e il giacimento delle orme dei dinosauri del Cretacico (ancora nella città murgiana). Nel calendario di Salvalarte ci sarà spazio anche per il Salento, «un viaggio sulle tracce del barocco minore» spiega Tarantini. Che lancia un appello: «Vorremmo che fossero i pugliesi stessi a segnalarci su Internet (www.legambientepuglia.it) o in qualsiasi altra maniera la loro bellezza dimenticata. O magari annerita per colpa dello smog. Faremo il possibile per farla tornare a sorridere».