Si vende il San Giacomo? I costruttori sono pronti . Gli immobiliaristi già investono sul futuro del complesso rinascimentale. A Battaglia la proposta di uno scambio: a noi l'immobile, a voi un ospedale a Talenti. Si vende per farci un albergo? I costruttori sono pronti PROPOSTE che planano sul tavolo degli assessorati che decidono, bozze di progetti, offerte corredate anche da ipotesi di scambi. C'è la "lotteria" intorno al futuro dell'ospedale San Giacomo, complesso rinascimentale nel cuore della Roma con i metri quadrati più costosi, quasi un intero isolato di quattro piani storici e un edificio più recente, in tutto non meno di 40, 50 mila metri cubi, almeno dieci volte la non lontana Casina Valadier. Tutto vincolato ope legis, secondo il codice vigente della tutela dei Beni culturali, tant'è che per ogni nuova sala operatoria e rifacimenti anche modesti, è sempre stato necessario il nulla osta della sovrintendenza statale ai beni architettonici. Ma con vincoli che, come spiega la neo-soprintentendente Federica Galloni, difendono in toto il "contenitore", dunque l'esterno del complesso che, in caso di un eventuale riuso della struttura, dovrà rispettare integralmente il "criterio di conservazione del bene architettonico", ma che invece lasciano spazi di discussione per la nuova destinazione d'uso degli "intemi". Mega-albergo? Residence? Case da sogno? Maxi-centri commerciali? La Soprintendenza dovrà comunque dire la sua, ma da mesi gli immobiliaristi fibrillano, i nomi di peso del mattone romano hanno già elaborato i loro piani per puntare all'acquisizione d'oro. Una delle proposte intorno alla quale si sono svolte un paio di riunioni nei piani alti della Regione, viene da un gruppo leader delle costruzioni che in cambio dell'intero immobile tra via del Corso e via Ripetta, realizzerebbe ex novo, a sue spese, un nuovo ospedale a Talenti, dunque nel quadrante nord est che risulta uno dei più sguarniti. E su terreni già di sua proprietà. A illustrare 1' offerta di "baratto" in due diverse riunioni a cui hanno partecipato assessori e capigruppo della maggioranza, è stato l'assessore della Pisana alla Sanità Augusto Battaglia. L'ultima, lunedì sera. Racconta uno dei presenti, Giuseppe Celli, capogruppo della Rosa nel Pugno alla Pisana. «Sì, ne abbiamo discusso, anche perché si parlava anche dei nuovi ospedali che serviranno alla città, ma io sono nettamente contrario al "sacrificio" del San Giacomo». Contrario anche il presidente alla Regione Piero Marrazzo e i rappresentanti di Rifondazione, uno fra tutti l'assessore al Bilancio Luigi Nieri. Per ora, come è noto, è passata la linea di un dimagrimento soft dell'ospedale, da subito la riduzione dei posti letto da 200 a 150, anche se nel piano di rientro del mega-buco della Sanità approvato tre giorni fa dalla stessa giunta, la verità si fa meno netta, per il futuro del San Giacomo si usa il termine "riconversione entro il 2008-2009" che lascia aperti tanti scenari. «Sono certo che si riparlerà della vendita ne è convinto Cellima credo sia concettualmente sbagliato dare chiavi in mano l'immobile a un privato. Meglio un'asta, e di livello europeo». E Ivano Peduzzi, capogruppo di Rc alla Regione giorni fa profetizzava: «Lo scontro con i poteri economici è solo rinviato». Il complesso immobiliare. Lo storico complesso è tra il Corso e via Ripetta: quasi un intero isolato che sviluppa non meno di 40, 50 mila metri cubi Le offerte dei privati. Tra le tante, quella di un big delle costruzioni: in cambio del San Giacomo si offre di costruire su suoi terreni un nuovo ospedale Il piano regolatore. Previsto da subito il taglio dei posti letto da 200 a 150 e per il 2008-2009 si parla di "riconversione" termine con molti scenari