Roma nuovo polo dell'arte contemporanea? Mentre, a livello istituzionale, si parla della ripresa dei lavori per il MAXXI, il museo statale di arte contemporanea del XXI secolo progettato da Zaha Hadid, mentre è in corso l'ampliamento del MACRO, il museo comunale dedicato al contemporaneo, e si continua a fare scommesse e previsioni sulla grande fiera d'arte che sta organizzando nella capitale Roberto Casiraghi, ex patron della torinese Artissima, il clima è vivacissimo anche nel settore privato. Negli ultimi due o tre anni hanno aperto moltissime nuove gallerie. Altre sono in procinto di aprire. Altre si stanno ampliando. Via Margutta sta tornando ad essere il cuore pulsante dell'arte contemporanea a Roma, grazie all'effervescenza di gallerie come la Marchetti, all'ampliamento di quelle statiche come la Gallerìa Russo, al sorgere di spazi di respiro quasi museale, come la recentissima Galleria Emme Ottontissima. Forse già entro il prossimo mese, sempre in via Margutta. un nuovo spazio nascerà dalla collaborazione di Ida Benucci, titolare delle Gallerie Benucci, gallerie antiquarie di straordinario prestigio (un vero antro delle meraviglie in via del Babuìno), apprezzate e frequentate anche da Federico Zeri o Alvar Gonzalez Palacios, e di recente apertesi al contemporaneo, con Fabio Falsaperla, titolare della galleria La Nuvola, specializzata nel Pop italiano. Un fenomeno nuovo e di grande interesse nell'area culturale romana riguarda proprio questa sorta di "attrazione fatale" tra antico e contemporaneo. Del resto, T.S. Eliot scriveva, nel Bosco sacro, che "tutte le letterature sono contemporanee". Affermazione che mantiene il suo pieno valore anche se spostata sul piano delle arti figurative, dove purtroppo la cancellazione del dialogo del contemporaneo con l'antico ha per molti anni dato luogo a una produzione in gran parte piatta e volgare. Questo dialogo è invece il fulcro progettuale anche di un'altra nuova galleria romana, nata ieri in via della Lupa: "Galleria " - questo il suo nome - fondata e diretta dal giovane studioso e collezionista Alessandro Boncompagni Ludovisi. Una passione per l'arte, la sua, localizzatasi inizialmente sull'antico, e scivolata piano piano verso il contemporaneo, fino a far scaturire l'idea di un luogo di fascinoso e stimolante confronto tra epoche e formae mentis diverse, ma non per questo sottratte alla possibilità di dialogare tra loro. E infatti dialogano in modo intrigante i lavori scelti per la mostra inaugurale della galleria (a cura di Bruno Cora. fino al 21 aprile) : La rosa tatuata, installazione "site specific" di uno fra i maggiori artisti contemporanei, Jannis Kounellis, e Il sacrificio di Muzio Scevola, del secentista calabrese Mattia Preti, pittore dai toni accesi e drammatici, che unisce il plasticìsmo luminista dì Caravaggio al profondo cromatismo di Guercino. A Roma lasciò, fra l'altro, gli affreschi dell'abside dì Sant'Andrea della Valle, Kounellis, pur nella consapevolezza della distanza storica, si lascia coinvolgere dal lavoro di Preti fino a evocare una sorta di epifania onirica. Profondamente pittore, pur rinunciando alla rappresentazione sulla tela e ambientando l'opera nello spazio fisico dello spettatore, Kounellis "accende" la teatralità di Preti, in un confronto immediato e radicale, di grande impatto drammatico. Dialogo, o duello?