C'era una volta il paesaggio italiano: frutteti e boschi, alberi e curve di colline, campi coltivati e terrazze di ulivi, antichi borghi e casali sparsi; rappresentava l'armonia e la bellezza, aveva un valore economico enorme, oltre che estetico, in alcune regioni più che in altre. In Toscana ad esempio, dove ci sono voluti secoli di fatica, di rispetto e di buon gusto per cesellare un territorio tra i più belli al mondo. Proprio in Toscana, negli ultimi tempi, si moltiplicano i casi di speculazioni edilizie, che dimostrano come bastino pochi mesi, molta voracità e cattivo gusto per distruggere un patrimonio inestimabile. In Val d'Elsa, in provincia di Siena, l'ultimo caso di «intervento» massiccio sul paesaggio riguarda il territorio di Casole, un'area incantata non lontana da Volterra, San Gimignano e Certaldo, frequentata da inglesi, canadesi, tedeschi e americani, non distante dai luoghi amati da Blair e Sting. Anche su queste contrade da un paio d'anni è un andirivieni di betoniere e camion; le lottizzazioni si moltiplicano, gru e cantieri sorgono come funghi. Il «casus belli» si chiama San Severo, dove un piccolo podere è stato trasformato in un complesso edilizio di migliaia di metri cubi. Un pugno nello stomaco per chiunque guardi dall'alto dello splendido borgo, e da mille altre visuali. Dove prima c'era solo un mare di colline ora sta sorgendo un «tipico borgo toscano», così dice il Comune, al posto di un podere isolato sono sorte sedici villette, e anche un laghetto artificiale. «Le cubature sono le stesse che c'erano prima», dice il sindaco Valentina Feti, ma è difficile credere alla «riproposta del modello di antica fattoria». La giunta di Casole d'Elsa, a maggioranza ds, ha votato sì compatta, assieme all'opposizione di destra. Unico no, quello di Rifondazione. Quella di San Severo non è la sola ferita nella zona: suscita molto timore il progetto di Poggio ai Gessi e delle Tacchinaie, area vicina a un orrido gruppo di dieci capannoni fino a poche settimane fa adibiti notte e giorno all'allevamento dei tacchini: svuotati a tempo record degli escrementi, tonnellate di rifiuti tossici sono state scaricate - tra insopportabili fetori - sulle rive del fiume Cecina, nel vicino Comune di Radicondoli. Si sospetta l'inquinamento delle falde acquifere, indagano i Carabinieri di Poggibonsi, l'Arpat e le Guardie Ecologiche provinciali. Forse intorno alle Tacchinaie tutto è pronto, compreso un filare di cipressi appena piantati, per un'altra speculazione edilizia. Numerosi tra i residenti e i villeggianti, scottati da altre lottizzazioni hanno chiesto aiuto a Italia Nostra e inviato un dossier al sindaco, chiedendo «in modo costruttivo» di rendere visibili i progetti sul sito del Comune, per valutarne l'impatto. «Si vuole recuperare popolazione - dice Dario Conte, medico che vive a Milano e ha casa qui - ma a San Severo, dove sono sorte 52 mini-unità abitative, hanno comperato solo due casolesi». Conte cita il recentissimo impegno della Regione Toscana per difendere il territorio, è stupefatto dalle contraddizioni delle amministratori di sinistra: «La speculazione edilizia è una strada senza ritorno, né economico né culturale». Ha un sogno: una fascia verde protetta da Casole a Volterra, lungo il Bosco di Berignone, un gioiello ambientale ancora intatto, rifugio di aquile, volpi, lupi, mufloni. Il Bosco ospita invece un'enorme biodiversità, conferma Scilla Sonnino, zoologa romana che vive qui con marito e figlia. Ha scoperto la casa nei primi Anni 90 seguendo...un'istrice: «Una femmina cui avevo messo il radiocollare mi ha portato qui, fra le querce e gli ulivi». Oggi si costruisce ovunque e il paesaggio cambia sotto i suoi occhi. Scilla ha ideato con il Comune un ecomuseo, in dirittura d'arrivo, su un meraviglioso poggio con casale e chiesa romanica che si chiama La Selva. Vicino, manco a dirlo, è sorto un cantiere enorme. Sulla bocca di molti compare il nome dell'ex sindaco ds Piero Pii, politico di lungo corso anche in Regione, che aveva varato il piano regolatore. Dopo il secondo mandato ha ceduto il posto alla giovane Valentina Feti, che esprime, a nome dell'amministrazione, «grande sensibilità» per il territorio e per il paesaggio. E' vero che Pii ha creato alcune società immobiliari che operano nel vostro Comune?, chiediamo. «Non lo so», è la risposta. «Lavoro casa e servizi sono i primi bisogni - aggiunge - è vero, a volte l'impatto visivo è forte; ma il concetto di bello è opinabile e il problema delle lottizzazioni riguarda tutta la Toscana. Cerchiamo di dialogare e governare lo sviluppo». Staremo a vedere. Intanto gli inesausti costruttori di villette continuano a comprare poderi diroccati e spesso a chiamare «riqualificazione» e «sviluppo» il saccheggio del territorio, pronti a barattare un albero su un crinale con un traliccio, una terrazza di ulivi con un parcheggio, un muro in pietra con una lamiera ondulata. Basta così poco per distruggere la dolcezza della Toscana.