FIRENZE - Lo «scippo» del David di Michelangelo. Il Comune di Firenze vuole gestire in prima persona il capolavoro e le altre opere che fanno parte del patrimonio culturale di Firenze. E' l'ultima battaglia artistica (ma con chiari risvolti politici) della calda estate fiorentina. Il sindaco Domenici, ieri, si è rivolto a uno studio legale per «fare un'ampia valutazione di carattere tecnico-giuridico sulla gestione del David e di altri gioielli d'arte di proprietà del Comune». Sull'opera di Michelangelo a Comune commissionerà una ricognizione storico-contabile «per conoscere quanto è costato allo Stato avere la statua, ma anche quanto ha reso». E' un'altra faccia del federalismo. Il sindaco ha annunciato in una conferenza stampa di «voler aprire una procedura a tutti i livelli per la gestione diretta da parte degli enti locali del patrimonio artistico della città», a cominciare proprio dal David «Non ci sono dubbi sulla proprietà del David, che è del Comune dal 1504 quando il Sindaco Piero Soderini lo acquistò per 400 scudi da Michelangelo - ha ribattuto il sovrintendente per il polo museale metropolitano fiorentino Antonio Paolucci, ironizzando sulle qualità di quell'antico amministratore di Firenze -, ma lo Stato da 130 anni ne è il custode ed ha provveduto alla conservazione». Ed ha aggiunto, deciso: «Sarà la Stalingrado dei Soprintendenti mantenere le nostre competenze sulla tutela del patrimonio artistico come patrimonio di tutti gli italiani e quindi anche sul David». Ed è di nuovo polemica, il sindaco ha fatto sapere le sue intenzioni anche al ministro ai Beni Culturali Urbani. Domenici ha sottolineato il muro contro muro con gli uomini dell'arte dello Stato: «Abbiamo provato a proporre una linea di collaborazione con le Soprintendenze, e ho ricevuto la porta in faccia. Di fronte all'atteggiamento di chiusura delle Soprintendenze è arrivato il momento di porre il problema della gestione dei monumenti». Non è mancato un accenno al dibattito sull'intervento di pulitura del David: «Hanno parlato tutti - ha detto Domenici - e noi, proprietari della statua, siamo stati zitti. Nessuno ci ha chiesto nulla. Eppure abbiamo anche noi in Comune una batteria di esperti, che può partecipare al restauro». Per Domenici si tratta di un altro segnale del rapporto tra le Soprintendenze fiorentine e il Comune, indice forse di «una politicizzazione dei funzionari dello Stato» o di «un irrigidimento davanti all'autonomia che la Regione Toscana vuole affermare nella tutela dei beni culturali», Appena due giorni fa la Regione Toscana ha rivendicato un passaggio di competenze sulla tutela del patrimonio artistico, in ordine alla riforma del titolo V della Costituzione. «Se le Soprintendenze - ha affermato il sindaco di Firenze -, da soggetti che si occupano della conservazione dei monumenti, diventano soggetti che esercitano un conservatorismo istituzionale, io sono contro i Soprintendenti, e sono pronto a sostenere l'azione del presidente Martini. «Credo che questo irrigidimento - ha detto ancora il sindaco - e questa politicizzazione dei funzionari delle Soprintendenze sia da mettere in relazione al necessario processo di innovazione istituzionale portato avanti dalla Regione Toscana per la gestione dei monumenti e del patrimonio culturale e che sia legato al timore che certe riforme tolgano spazio a qualcuno». Domenici ha fatto osservare che «gli interventi di esponenti della Cuna nei giorni scorsi e quelli di funzionari dello Stato rendono evidente l'intenzione di aprire una campagna elettorale per te prossime elezioni amministrative. Ribatte Paolucci: «Credo nella terzietà della tutela del patrimonio culturale che appartiene allo Stato e di conseguenza a tutti gli italiani. E se questa è politica, come dice Domenici, bene, io sono uno che faccio politica».
Un'altra lite sul David: tocca al Comune gestire il capolavoro
Il Comune di Firenze vuole gestire in prima persona il David di Michelangelo e altre opere di arte del patrimonio culturale della città. Il sindaco Domenici ha annunciato di voler aprire una procedura per la gestione diretta da parte degli enti locali del patrimonio artistico, a cominciare proprio dal David. Il sovrintendente per il polo museale metropolitano fiorentino Antonio Paolucci ha ribattuto che lo Stato da 130 anni ne è il custode ed ha provveduto alla conservazione. Il sindaco ha sottolineato il muro contro muro con gli uomini dell'arte dello Stato e ha fatto sapere le sue intenzioni anche al ministro ai Beni Culturali Urbani.
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