Numerosi processi in cui compaiono più di frequente i commercianti di oggetti antichi L'accusa principale è quella di ricettazione e riguarda commercianti e antiquari (con pochi scrupoli o modesta attenzione). Poche volte si riesce a portare in tribunale i veri autori dei furti d'arte e di oggetti nelle chiese. Alcuni casi, che riguardano entrambe le categorie sopra elencate, sono stati discussi recentemente davanti al giudice a Perugia e a Foligno. Un primo processo si celebra a carico di un antiquario della zona di Arezzo, sorpreso a Città di Castello con in macchina una delle due tele rubate nel 2001 nella chiesa di Santa Maria di Monterone, vicino al cimitero monumentale di Perugia. Per la precisione di trattava di un'opera, catalogata e pubblicata su vari testi, di Giovanni Piceller, raffigurante l'"Incredulità di san Tommaso". I ladri si erano introdotti in chiesa durante la notte del 22 luglio del 2001. Con l'aiuto di un'auto avevano divelto un'inferriata (ritrovata contorta in un fosso) e poi si erano introdotti nei locali. Da qui avevano ritagliato due tele, lasciando lì le cornice, visto che non sarebbero mai passata dalla piccola finestra scassinata. L'opera ritrovata, dopo un'indagine più ampia sul mercato dei beni sottratti dalle chiese, è stata riconsegnata alla curia perugina e conservata presso il museo del capitolo della cattedrale. Una copia è stata, invece, posizionata nella chiesa del cimitero. Un secondo caso giudiziario riguarda un antiquario umbro, difeso dall'avvocato Alessandro Scarongella, che è stato trovato in possesso di tre quadri rubati nella chiesa di Sant'Andrea apostolo di Gualdo Cattaneo. I carabinieri hanno trovato, durante un servizio mirato, le opere esposte nello stand dell'antiquario durante una mostra mercato. Siccome le tele erano state fotografate e catalogate, è stato facile rintracciarne la provenienza furtiva. A Foligno, invece, sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa e 3 mesi e 140 euro, due folignati sorpresi a rubare coppi e pianelle in un monastero nei pressi di Spello. I due, a bordo di un fuoristrada, avevano scelto l'antico romitorio per predare il tetto e utilizzare il materiale per ristrutturare l'abitazione di campagna di uno dei due. Solo che il monastero è occupato da un piccola comunità religiosa. E uno dei frati si è accorto delle operazioni di carico dei due e ha chiamato i carabinieri. I due folignati sono stati subito bloccati e denunciati. In tribunale, infine, è arrivata anche la condanna.
UMBRIA. Antiquari tra certificati falsi e vere truffe
Un antiquario di Arezzo è stato arrestato per aver posseduto una delle due tele rubate nel 2001 nella chiesa di Santa Maria di Monterone. L'opera, "Incredulità di san Tommaso", è stata ritrovata e restituita alla curia perugina. Un altro caso riguarda un antiquario umbro che è stato trovato in possesso di tre quadri rubati nella chiesa di Sant'Andrea apostolo di Gualdo Cattaneo. I carabinieri hanno trovato le opere esposte nello stand dell'antiquario durante una mostra mercato. A Foligno, due folignati sono stati condannati per aver rubato coppi e pianelle in un monastero nei pressi di Spello.
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