Parigi ospiterà una mostra sull'artista greco del IV secolo a.C. con sculture provenienti da tutto il mondo Il Museo del Louvre celebra Prassitele ma l'«Efebo di Maratona» non ci sarà La statua figura in una lista di opere che non possono lasciare la Grecia ed è polemica La mostra «Prassitele» del museo del Louvre in programma dal 23 marzo si farà anche senza il celebre «Efebo di Maratona» che la Grecia rifiuta di prestare al museo parigino. «L'Efebo non ci sarà, tanto peggio per lui», commenta il Louvre che si è visto sbattere la porta in faccia da Atene. La decisione della Grecia sembra irremovile ed è stata confermata in una recente lettera del ministro della cultura Georgos Vulgarakis al suo omologo francese, Renaud Donnedieu de Vabres. L'Efebo non ha mai lasciato il paese e non sarà ora a farlo: la statua appartiene ad una lista di opere che non possono lasciare la Grecia, secondo quanto stabilito dal Museo nazionale di archeologia di Atene. La polemica tra Parigi e Atene cresce proprio intorno all'esistenza o meno di questa lista nella quale comparirebbe anche la famosa statua di bronzo dell'«Efebo di Maratona» presentata dal Louvre come uno dei pezzi principali della mostra sullo scultore greco del IV secolo a.C. Il Louvre e il ministero della cultura francese ribadiscono infatti di non essere mai stati messi al corrente dell'esistenza della lista. Il museo ricorda, inoltre, di aver trasmesso alle autorità greche i nomi delle opere di cui chiedeva il prestito sin dall'aprile del 2005 e di aver ricevuto finora due «accordi orali». Atene risponde invece di aver comunicato sin dall'inizio al museo parigino che la statua in questione non avrebbe potuto lasciare il paese. Insomma, la disputa non sembra trovare una soluzione. Sta di fatto che la notizia del rifiuto del prestito dell'«Efebo» è arrivata martedì scorso come una doccia fredda al Louvre, che aveva anche scelto la foto della statua per i manifesti dell'esposizione e l'aveva già inserita nel catalogo. Il giorno stesso il museo aveva espresso il suo «più vivo stupore» all'annuncio «più che tardivo» del ritiro dell'«Efebo». La notizia è ancora più dura da digerire perché il museo parigino aveva già ceduto a una richiesta del ministero della cultura greco e rinunciato a una statua del museo americano di Cleveland, un Apollo Sauroctone che, secondo Atene, sarebbe stato oggetto di traffici illegali. Difficile per il più grande museo del mondo accettare un rifiuto? Alain Pasquier, sovrintendente al Louvre e co-curatore della mostra «Prassitele», sembra prenderla con filosofia: «L'"Efebo" non verrà, tanto peggio per lui. La mostra riunirà delle opere straordinarie, molte delle quali sottolinea non sono mai uscite prima dai loro musei». Questo vale per esempio per un bronzo siciliano, una testa di Afrodite prestata da un collezionista inglese e per alcuni pezzi del Vaticano e degli Uffizi. Per Pasquier, che «rimpiange la mancanza di chiarezza nella vicenda», i greci, tuttavia, «mentono» rispetto alla lista. Da Atene partiranno comunque per Parigi una decina di opere tra le quali mancherà, oltre all'«Efebo», anche una statuetta di bronzo di Apollo. La decisione arriva anche questa volta dagli esperti del Consiglio centrale dell'archeologia (Kas) di Atene, massima istanza decisionale nel settore. «Quello che il Louvre prende non è comunque trascurabile», ha sottolineato Vivi Vassilopoulou, direttrice delle antichità e del patrimonio culturale del paese. Per lei, le relazioni con il Louvre non rischiano di alterarsi. E, intanto, se Atene non molla l'«Efebo», arriva ai greci anche una buona notizia. Dopo anni di controversie e battaglie legali, gli ultimi due antichi e inestimabili reperti archeologici greci conservati nel Museo «Villa Getty» di Los Angeles torneranno a fine marzo in patria. Lo ha annunciato il ministro della cultura greco George Voulgarakis, precisando che un accordo in tal senso è stato firmato tra rappresentanti del governo greco e responsabili del museo Usa. Il raggiunto accordo per la restituzione delle due opere una statua di marmo raffigurante una «Kori» (fanciulla) in piedi realizzata probabilmente prima del V secolo a.C. e una corona funeraria in foglie d'oro di epoca ellenistica proveniente dalla Macedonia era stato annunciato ai primi di luglio dello scorso anno. La notizia ha una particolare rilevanza anche per il nostro Paese, in quanto pure l'Italia sta chiedendo da anni al Museo Getty la restituzione di circa cinquanta opere, alcune di valore inestimabile e la maggior parte delle quali trafugate dall'antiquario Giacomo Medici (già condannato nel 2004), che era in stretto contatto con Marion True, 57 anni, ex curatrice per le antichità del «Getty», il cui processo è da tempo in corso davanti al tribunale di Roma. «Villa Getty» è l'unico museo negli Stati Uniti dedicato all'arte e alla cultura dell'Italia e della Grecia antiche.
Il Museo del Louvre celebra Prassitele: prestiti e restituzioni
Il Louvre celebra Prassitele ma l'Efebo di Maratona non ci sarà. La mostra Prassitele del museo del Louvre in programma dal 23 marzo si farà anche senza il celebre Efebo di Maratona che la Grecia rifiuta di prestare al museo parigino. La decisione della Grecia sembra irremovibile ed è stata confermata in una recente lettera del ministro della cultura Georgos Vulgarakis al suo omologo francese, Renaud Donnedieu de Vabres. L'Efebo non ha mai lasciato il paese e non sarà ora a farlo: la statua appartiene ad una lista di opere che non possono lasciare la Grecia, secondo quanto stabilito dal Museo nazionale di archeologia di Atene.
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