IL CASO I Beni culturali collocano listituzione allultimo posto in Italia. Sotto accusa la gestione artistica e amministrativa "Bilanci colabrodo, pubblico in fuga" Il ministero declassa la Sinfonica I dubbi dei funzionari "Non si sa come è stato speso il tfr dei dipendenti" Bocciata senza appello dal punto di vista artistico e gestionale: programmazione scadente, fuga del pubblico, bilanci colabrodo, aumento dei compensi a dipendenti e amministratori, un mare di debiti per contributi previdenziali e imposte non versate, il tfr dei dipendenti speso non si sa per cosa. Motivi per i quali il ministero dei Beni culturali declassa lOrchestra sinfonica siciliana allultimo posto nella graduatoria delle istituzioni concertistiche italiane: appena dodici i punti, sui cento della valutazione complessiva, che lOrchestra del Politeama ha strappato alla commissione consultiva per la musica del dipartimento per lo Spettacolo. Anni luce dai 74 punti dellOrchestra di Padova e del Veneto e persino dai 41 punti dellOrchestra di Roma e del Lazio. E dire che la Regione, con lultima Finanziaria, ha ritenuto invece di premiare lOss, elevando il contributo da 13 a 13,2 milioni di euro, per intercessione dellassessore al Bilancio, Guido Lo Porto. Del resto, le spese della Fondazione sono aumentate. E basta qualche esempio per capire come: dal 2005 al 2006 i compensi agli amministratori sono aumentati da 239 a 371 mila euro, gli stipendi del personale tecnico da 464 a 524 mila euro, quelli degli amministrativi da 1,4 a 1,6 milioni. In compenso, il ministero rileva che «la presenza degli spettatori paganti risulta piuttosto bassa»: in media 237 a concerto. E che lorchestra «non produce più quei risultati artistici che nel passato si evidenziavano, e che attualmente non sono neppure proporzionati ai costi profusi dalla Fondazione nellattività». Ma non sono gli unici punti critici contenuti nelle due pagine stilate dalla commissione, presieduta dal direttore generale dello Spettacolo, Salvo Nastasi, in fase di assegnazione del contributo statale di 550 mila euro. Ad esempio, a inizio 2006 la Fondazione doveva versare 1 milione di euro (per il 2003) e altri 1,8 milioni (per il 2004) di contributi previdenziali e sanzioni. Somme delle quali lattuale sovrintendente Giuseppe Grado - ex dirigente del dipartimento Beni culturali della Regione, vicino allex assessore di An Fabio Granata - ha liquidato a maggio quella relativa ai contributi 2003 (698 mila euro), chiedendo allEnpals, lente previdenziale dello spettacolo, la dilazione in cinque anni per il resto. Il ministero rileva anche che «relativamente al Tfr» dei lavoratori, «il fondo registra un saldo negativo di euro 4.400.868 derivanti dallutilizzazione dello stesso, non è specificato a che titolo, da parte dellistituzione». Abbastanza perché nei corridoi della Regione - lOss è sotto tutela dellassessorato al Turismo ed è presieduta dallassessore, il forzista Dore Misuraca - da settimane si parli di un cambio di guardia. Lennesimo, visto che negli ultimi dieci anni si sono alternati un cda presieduto da Alberto Alessi, un commissario che doveva «traghettare» la Foss da ente a fondazione (Giovanni Angileri), un sovrintendente durato tre mesi (Carlo Varvaro), e un altro nominato a inizio estate del 2003 (Filippo Bucalo), rimasto in sella fino allavvento di Grado. Anni in cui lOss ha mantenuto però un primato: il numero di impiegati amministrativi, ben 37, e tecnici, 14. Il più elevato dItalia.