Il complesso residenziale di 90 mila metri cubi bloccato al San Paolo: nella zona è il quinto provvedimento in 11 mesi I pm: violato lambiente. Sotto sequestro il parking dellamore Un complesso edilizio adibito a terziario e a residenze con una volumetria di 90.300 metri cubi è stato sequestrato dalla procura di Bari nella zona del piano di riqualificazione urbana San Paolo Lama Balice, nei pressi dellaeroporto. Si tratta del quinto sequestro nellarea nel giro di undici mesi: in precedenza erano state sequestrate unansa riempita con rifiuti e tre cantieri edili che stavano realizzando edifici da adibire ad uffici, ad appartamenti, e un albergo, il tutto con una volumetria complessiva superiore ai 900mila metri cubi. Nellarea sequestrata sorgono, allo stato rustico, un immobile di nove piani fuori terra. -------------------------- Più di 300 appartamenti. E poi negozi, pub, sale cinematografiche. E un complesso residenziale di più di 90 mila metri cubi quello che la società "Sigma sud", dellimprenditore Rafaschieri, sta realizzando nellarea della lottizzazione di Lama Balice. E che, da ieri mattina, è sotto sequestro. Il provvedimento, firmato dai sostituti procuratori Francesca Romana Pirrelli e Roberto Rossi, segue gli altri già eseguiti nellarea, a pochi chilometri dallaeroporto di Palese, dove quattro società stanno costruendo alberghi e appartamenti. Lipotesi dellaccusa non cambia. Linchiesta parte da un presupposto: in quella zona, destinata dal piano regolatore ad aree verdi, non potevano essere realizzati complessi edilizi. Anche quello della società "Sigma sud", quindi, secondo laccusa, non è regolare. Gli uomini del Corpo forestale hanno apposto i sigilli ad un cantiere, per una volumetria di 90.300 metri quadri, dove limpresa di Pasquale e Francesco Rafaschieri stava costruendo un complesso residenziale, con più di 300 appartamenti (tutti già venduti) ed un centro direzionale, con negozi, pub, pizzerie e tre sale cinematografiche (una delle quali allaperto). La procura, con il provvedimento di sequestro, ha bloccato i lavori. La zona, così come prevede il Putt, era sottoposta a vincolo, i costruttori avrebbero quindi violato le norme in materia ambientale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la società "Sigma sud" avrebbe ricevuto dal Comune di Bari unautorizzazione a costruire, grazie ad una perizia non veriteria. La ditta avrebbe cioè certificato che la zona, dove è stato poi aperto il cantiere, non era interessata dal biotopo (lecosistema che ospita piante protette). La circostanza riportata nella relazione dellimpresa è stata smentita dalle indagini condotte, sino a questo momento, dai sostituti Pirrelli e Rossi. Avvalendosi anche delle consulenze di alcuni esperti, i magistrati hanno accertato come larea fosse sottoposta a vincolo, proprio per lesistenza di specie tutelate. I lavori per la costruzione di appartamenti, negozi e hotel non sarebbero mai dovuti cominciare perché, aggiunge la procura, nella zona cè lobbligo di inedificabilità. Pasquale e Francesco Rafaschieri, cui fa capo la società "Sigma sud", sono stati iscritti nel registro degli indagati. «Sono sereno, non ho commesso alcun reato» dice Pasquale, difeso dallavvocato Francesco Paolo Sisto. Quello eseguito, ieri mattina, è il quinto sequestro in undici mesi. Gli uomini della Forestale hanno infatti apposto i sigilli ad unansa della lama, riempita con rifiuti e tre cantieri aperti per la realizzazione di uffici, appartamenti e di un albergo, per una volumetria complessiva superiore a 900mila metri cubi. Linchiesta va avanti e non si concentra soltanto sulle violazioni della normativa ambientali. A Vito Armenise, responsabile legale della "Edilsquadra", a Filippo e Giovanni Simone, rispettivamente amministratori della "Vele al Vento" e della "Maestrale" e a Pasquale Rafaschieri viene contestato anche il reato di falso. Il piano regolatore prevedeva, nella zona della lottizzazione abusiva, aree verdi. Per autorizzare la realizzazione degli immobili è stata necessaria una variante al piano regolatore che, spiegano i magistrati Rossi e Pirrelli, è stata approvata su un «falso presupposto». La zona, allepoca, era costituita soltanto da campagne e terreni, eppure fu fatta rientrare in un Programma di riqualificazione urbano che, poi, nel 98 con un protocollo dintesa tra Comune, Regione e ministero dei Lavori Pubblici ha ottenuto un finanziamento di cinque miliardi di lire.