Continuano a premiare arte e cultura le erogazioni delle fondazioni bancarie piemontesi. Una crescita costante, con 200 milioni stanziati negli ultimi cinque anni». È quanto emerge dal terzo rapporto dell'Osservatorio Fondazioni edizione 2007, creato dall'Associazione Fondazioni delle 11 Casse di risparmio piemontesi, presieduta da Andrea Comba, per offrire un quadro della propria attività a sostegno non solo della cultura, ma anche della sanità, dell'assistenza, della ricerca, dell'istruzione. All'ambito culturale è stato destinato il 34 circa delle risorse, all'incirca 47 milioni nel 2005 e 51 nel 2006. Il rapporto che verrà presentato dopodomani mattina alla Fondazione Crt a Torino ha puntato i riflettori sugli interventi effettuati nel 2005 dalle fondazioni di origine bancaria del Piemonte, con un'attenzione di scenario alla nuova geografia bancaria del territorio dopo le recenti fusioni. «Per quanto riguarda le erogazioni spiega Comba seguono all'arte e alla cultura l'istruzione (18,2), l'assistenza (14,7) e lo sviluppo del territorio (13,8). Ne emerge uno sforzo per equilibrare la distribuzione geografica dei 5.079 interventi e un nuovo interesse verso la protezione civile e i lavori pubblici, i diritti civili, la sicurezza pubblica». Le Fondazioni ex bancarie sono generose con le arti, «ma sempre più a patto evidenzia lo studio che i beneficiari dimostrino la capacità finanziaria di gestire nel tempo i progetti». L'Osservatorio rileva che nel 2005 le erogazioni nei diversi settori da parte delle 11 Fondazioni Cr di Alessandria, Asti, Biella, Bra, Cuneo, Fossa-no, Saluzzo, Savigliano, Torino, Tortona e Vercelli, ammontano, escludendo i fondi per il volontariato, a circa 140 milioni, di cui ben 80 della Fondazione Crt, (che, nell'anno esaminato, ha messo, oltre a ciò, a disposizione ulteriori 20 milioni per i IX Giochi Paralim-pici di Torino 2006, che portano a una somma complessivamente stanziata di circa 160 milioni, il 22 in più rispetto al 2004). Se si sommano i circa 135 milioni della Compagnia di San Paolo, si sfiorano complessivamente i 300 milioni erogati sul territorio. Escludendo le due grandi fondazioni torinesi, lo sviluppo delle erogazioni risulta più contenuto, ma sensibile, con un 6 annuale nel 2005 e nel 2006 (8,3 a livello nazionale). «Nel 2005 gli stanziamenti delle fondazioni piemontesi originate dalle Casse di risparmio rappresentano poco meno del 12 del totale nazionale - evidenzia Comba - e oltre il 21, se si ricomprende la Compagnia di San Paolo. Hanno così accompagnato l'accelerazione dell'economia regionale». Il fenomeno, peraltro, si conferma nel 2006 con 148 milioni di erogazioni dichiarate dalle 11 Fondazioni. Ma al settore della ricerca, ritenuta decisiva per far ripartire il Paese, quanto va? Il 10 delle erogazioni recita il rapporto quelle cresciute di più, di oltre il 100, ma influenzate, solo dalla spesa della Fondazione Crt (il 95). In questo campo, a differenza della cultura, le risorse delle fondazioni sono una piccola quota di quelle messe a disposizione dalle amministrazioni pubbliche. «I centri di ricerca interviene il responsabile dell'Osservatorio Marco Camolettosono concentrati in alcune aree: in questo ambito, territorio ed eccellenza possono essere considerate opposte polarità». Il rapporto evidenzia poi l'interruzione di «un certo declino del peso delle erogazioni piemontesi degli ultimi anni a fronte di altre regioni» perché «le grandi fondazioni della regione hanno valorizzato in anticipo i loro capital gains attraverso aggregazioni e cessioni di quote». Rispetto alle beneficenze delle vecchie Casse di risparmio le erogazioni attuali sono quattro volte superiori. Del resto, ben quattro fondazioni subalpine sono fra le prime cinquanta europee. «Operiamo dal 2004 insiste Camoletto orientando le fondazioni associate nel contesto socio-economico in cui operano». E, col-laborando con altri soggetti, per diffondere, accanto ai modelli di filantropia tradizionale, nuovi approcci, come nel caso del progetto di venture capital sociale "Oltre", in cui la Fon-dazione Crt ha recentemente investito. Spiega Luciano Balbo, inventore di "Oltre": «Promuoviamo start up del terzo settore impegnate in attività attraverso cui dare risposta a bisogni emergenti nell'area grigia della fragilità sociale. Chi investe, una volta raggiunta l'autonomia finanziaria dell'impresa sociale, vedrà restituito il denaro». http:www.associazionefondcrpiemontesi.itosservatorio.html