Nonostante le direttive dettate dal nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio abbiano dato una spinta al lavoro di ricognizione del patrimonio vincolato a tutte le Regioni italiane, a oggi il sito inaugurato dalla Liguria si presenta come un progetto pilota, assolutamente innovativo sul panorama nazionale, sia per la completezza dei dati raccolti che per il rigore con cui i documenti vengono schedati e proposti all'utente. Al contrario, da una prima indagine, la situazione nelle regioni italiane si mostra estremamente variegata e complessa: ci sono alcune amministrazioni che lavorano già da tempo al collaudo di esperienze simili a quella ligure, altre che concentrano il lavoro soprattutto sulla raccolta dei vincoli paesaggistici (gli unici di competenza regionale), altre ancora che stanno maturando esperienze settoriali, limitando il lavoro solo ad alcuni tipi di beni regionali. La mancanza, in molti casi, di segnalazioni sui portali Internet rende complesso fare un quadro esaustivo della situazione. Su tutto, inoltre, pesa l'assenza a livello nazionale di un coordinamento che faccia il punto della situazione e metta in comunicazione fra loro le iniziative maturate dalle diverse Regioni e direzioni regionali dei Beni culturali e paesaggistici. Il sito elaborato dalla Liguria potrebbe essere comunque un punto di confronto utile per indirizzare il lavoro di amministrazioni che sia in questi mesi stanno operando alla definizione di portali. È il caso, ad esempio, della Toscana dove, a fine gennaio, è stato stipulato un protocollo d'intesa fra la Giunta regionale e il ministero per i Beni culturali per l'aggiornamento del piano paesistico e per il collaudo della banca dati sui vincoli paesaggistici, architettonici e archeologici già elaborata dalla Regione e presente sul web, ma mai verificata in maniera puntale con la direzione regionale dei Beni culturali. «Il collaudo dovrà avvenire entro un anno- spiega l'architetto Marco Gamberini, dirigente del settore regionale Indirizzi della pianificazione -. I vincoli sono georeferenziati e sono individuati attraverso schede descrittive che pur non riportando il link al decreto originale rimandano comunque a codici di riferimento nazionali». In Sardegna è partita la ricognizione dei vincoli paesistici, architettonici e archeologici: un'operazione che si inserisce nell'ambito del lavoro effettuato per il nuovo piano paesistico. «La nostra - spiega l'architetto Paolo Scarpellini, direttore per i Beni culturali e paesaggistici - sarà un'esperienza del tutto simile a quella della Liguria, in stretta collaborazione fra uffici regionali, direzione regionale e Soprintendenze». Più in alto mare, invece, il lavoro della Campania che pur avendo inaugurato da tempo un sito Internet che riporta su mappa i vincoli presenti sul territorio, non scheda tuttavia i dati con codici univoci e ne rende complessa e laboriosa la consultazione. Completamente diversa la situazione in altre regioni. L'Emilia Romagna ha messo in réte sul sito ufficiale una pagina che raccoglie i vincoli sul territorio, ma si tratta di vincoli paesistici mentre non sono mappati quelli archeologici e architettonici. «Il nostro sito - spiega Patrizia Mantovani, del servizio Valorizzazione e tutela del paesaggio e degli insediamenti storici - offre tuttavia ai Comuni un agile strumento di consultazione sui vincoli paesaggistici che incidono su iter autorizzativi di competenza comunale». Un'esperienza simile si ripete anche in Lombardia dove sul portale regionale è on line un servizio che mappa, in maniera puntuale e con schede di dettaglio, solo i vincoli paesistico-ambientali. «Abbiamo iniziato a lavorare -spiegano però dalla direzione generale Territorio e urbanistica della Regione - per inserire in archivio anche i vincoli di altra natura». Infine ancora diversa la situazione in Veneto dove la Regione con il settore Sistema informativo territoriale ha portato avanti alcuni progetti in collaborazione con l'Istituto regionale delle Ville Venete per censire e mappare le circa quattromila ville presenti fra Veneto e Friuli. «Il censimento è terminato - spiega l'Unità di progetto per il Sistema informativo territoriale -. Stiamo riflettendo su come trasferire il materiale su web».
In arrivo anche i siti di Toscana e Sardegna
Il sito web della Liguria è stato inaugurato come progetto pilota per la ricognizione del patrimonio vincolato in Italia. Il sito è completo e rigido, con dati georeferenziati e schede descrittive che riportano a codici nazionali. Altri siti web sono stati inaugurati in diverse regioni, come la Toscana, la Sardegna, la Campania, l'Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto. Tuttavia, la situazione varia notevolmente tra le regioni, con alcune che lavorano già da tempo su esperienze simili, altre che concentrano il lavoro solo sui vincoli paesaggistici e altre che stanno maturando esperienze settoriali.
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