PRATO - OLTRE MILLE metri quadri in un contesto artistico d'eccezione, il Centro per l'arte contemporanea Pecci, per ospitare l'Accedemia di Belle Arti e vincere la sfida con Firenze. L'offerta è stata fatta dal sindaco di Prato, Marco Romagnoli e dal presidente del Centro, Beccaglia, ieri mattina al sottosegretario al ministero dell'Università e della Ricerca Nando Dalla Chiesa, in visita al futuro polo regionale del contemporaneo dove sono attualmente in mostra le opere di Daniel Spoerri. «La valutazione è positiva», ha commentato il sottosegretario anche se è rimasto abbottonato sulla decisione finale per lo 'sbarco'. NON SARÀ COMUNQUE una succursale, ha chiarito Dalla Chiesa al sindaco visto che «le accademie si stanno organizzando, sul modello universitario, per dipartimenti». Sicuramente l'offerta del Comune e del Pecci non ha lasciato insensibili il sottosgretario e il direttore generale del ministero: «Sarebbe ideale per un'attività didattica di ricerca». In effetti il Pecci, e il Comune proprietario dell'immobile metterebbero a disposizione dell'Accademia delle Belle Arti lo spazio attuale della biblioteca del Centro d'arte, che verrebbe trasferita laddove dove ci sono gli uffici del museo: 750 metri quadrati al primo piano per ricavarvi quattro aule, collegate al resto della struttura dal corridoio rialzato che divide il Centro di documentazione dalle sale espositive. In più il 'Pecci' potrebbe offrire alla stessa Accademia altri 500 metri quadrati ricavabili da locali al secondo piano, di proprietà del Comune, dove un tempo c'era la sede pratese del Polimoda. In totale 1100-1200 metri quadri «circondati da spazi aperti», come ha notato lo stesso sottosegretario Dalla Chiesa, ad un prezzo d'occasione, poco meno di 2 milioni di euro, molto al di sotto dei prezzi del mercato pratese. «Perché nostro interesse ha detto il sindaco è valorizzare le potenzialità che abbiamo. Scommettiamo molto sulla cultura». C'È FIDUCIA nella proposta: «Mi pare che sia stata apprezzata la nostra ipotesi», ha sottolineato al termine della visita Beccaglia. E se sull'esito finale Dalla Chiesa si è limitato a dire: «dobbiamo ponderare bene la situazione, e non è detto che sia una decisione secca fra Firenze e Prato». Altre parole sono suonate come una sorta di prova superata: «Il rapporto col museo Pecci sarebbe davvero importante». E Romagnoli ha rilanciato: «Siamo disponibili ad accogliere l'Accademia e a realizzare con essa progetti di collaborazione culturale».