Su Tuvixeddu il Comune convoca la Regione. E la diffida dal proseguire nella linea, adottata negli ultimi mesi, di intralcio degli accordi, minacciando in caso contrario l'arbitrato. In una lettera firmata dal sindaco Emilio Floris, il comitato di vigilanza sull'accordo di programma del 2000 (tra Comune, Regione, Coimpresa, Edilcostruzioni ed i privati Mulas e Sotgiu) si rivolge direttamente, pur lamentandone l'assenza, all'amministrazione regionale, invitando lo stesso ente a sedersi al tavolo delle trattative, portando proposte concrete di discussione. LA LETTERA si chiude con la convocazione del comitato e delle parti in causa per lunedì alle 10 nella sala della giunta comunale. Nel documento si fa riferimento alla riunione di giovedì scorso del comitato di vigilanza nel corso della quale «sono stati evidenziati i gravissimi danni che potrebbero discendere dai provvedimenti adottati dalla Regione finalizzati ad impedire l'attuazione del progetto integrato di riqualificazione urbana ed ambientale dei colli di Sant'Avendrace, oggetto dell'accordo di programma sottoscritto il 15 settembre 2000». Nel corso della riunione, prosegue la nota, «l'amministrazione regionale è stata diffidata dal proseguire nelle azioni tese ad impedire la regolare attuazione del progetto ed è stato stabilito di indire una ulteriore riunione del comitato, finalizzata ad esperire il tentativo di preliminare risoluzione in via amministrativa della controversia, ai sensi dell'articolo 7 dell'accordo di programma. E' stato inoltre richiesto da tutti i partecipanti che a questa ulteriore riunione l'amministrazione regionale partecipi sottoponendo una proposta concreta e iormaie ai risoluzione della controversia sorta, che possa essere valutata da tutte la parti interessate». Il comitato invita poi la Regione a sedersi al tavolo delle trattative lunedì 19 febbraio alle 10 nella sala giunta al secondo piano di palazzo Bacaredda in via Roma, per una nuova riunione per risolvere la contesa. Al telefono, più che preoccupato, il sindaco Emilio Floris pare sia già intenzionato afare ricorso. «Il Comune dovrà tutelare i suoi interessi», spiega il primo cittadino, «se cade l'accordo di programma la cifra da sborsare sarà davvero ingente. Ora la Regione è stata convocata dal comitato per lunedì. Speriamo che arrivino proposte concrete per eventuali richieste o ulteriori modifiche». TUTTO SEMBRA ormai interessare le vie legali. Per voce del geometra Beppe Piras, Coimpresa fa sapere che l'accordo di programma dopo i due passaggi in consiglio è un contratto governato dal codice civile e come tale non può essere subordinato a nuove leggi regionali. Ma per l'opposizione in consiglio dialogo e tavolo dovrebbero prevalere su ricorsi e avvocati. Per il capogruppo Ulivo Marco Espa «coi ricorsi non si va da nessuna parte, meglio un intesa con la Regione. Abbiamo chiesto per la settimana prossima un dibattito in consiglio». Va giù duro invece Radhuoan Ben Amara, Pdci, per il quale «a Tuvixeddu non si confondano archeologia e imprenditoria. Si adotti un approccio simile a quello dei tunisini su Cartagine e si tuteli e si coccoli il passato».
Tuvixeddu blindato, il sindaco: Difenderemo i nostri interessi
Il Comune di Tuvixeddu ha convocato la Regione per una riunione lunedì alle 10 nella sala della giunta comunale. La convocazione è stata fatta in seguito alla diffida del Comune alla Regione di proseguire nella linea di intralcio degli accordi, minacciando in caso contrario l'arbitrato. Il Comitato di vigilanza sull'accordo di programma del 2000 ha inviato una lettera al sindaco Emilio Floris, in cui si rivolge direttamente all'amministrazione regionale e invita a sedersi al tavolo delle trattative. La lettera richiede proposte concrete di discussione e convoca il comitato e le parti in causa per la riunione.
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