UN disegno di legge è stata pensato dal ministro Urbani sulla qualità dell'architettura, con l'intento di promuovere il miglioramento dell'aspetto delle nostre città e un'efficace tutela del beni culturali. Prevede addirittura un bollino verde per le opere riconosciute di alta qualità da una Fondazione costituita dai ministeri della Cultura, delle Infrastrutture e dell'Università (ma in base a quali criteri?). La proposta muove dal riconoscimento di una condizione curiosa dell'architettura contemporanea nel nostro paese: abbiamo architetti famosi ed operanti in tutto il mondo, ma quel che si produce non interessa altrove. È mediamente anonimo: paesaggi sparsi di villette, condomini, ipermercati, capannoni, con gli autori dì fama che lavorano all'estero, scrivono libri o fanno mostre. Tra i rimedi proposti troviamo il concorso di idee, già richiesto da molti anni su esempi francesi. Tutto dipenderà dal meccanismo che dovrebbe ora evitare il «pilotaggio» del concorso, con scelta preventiva del vincitore secondo accordi più o meno sottobanco. Dipenderà anche dall'autonomia dei giurati nei confronti di mode o tendenze del momento. A Roma il concorso per il Centro delle Arti Moderne fu vinto dalla irachena Zaha M. Hadid, decostruttivista preferita a concorrenti italiani più solidi ma in quel momento non alla ribalta. Ma c'è da domandarsi: come si può dare un quadro di riferimento culturale, non solo normativo, ai concorsi di idee che riguardano il cuore delle nostre città? Si fa strada l'idea di demolire le brutte case costruite nel dopoguerra all'interno dei quartieri antichi per sostituirle con nuove, case più sicure e funzionali, di «alta qualità». Dove l'edilizia affrettata del dopoguerra aggravò la congestione - e l'intasamento malsano dei vicoli - qualche demolizione studiata con cura può essere ammessa purché si provveda un degno alloggio agli abitanti espulsi. Ma il vuoto dovrebbe restare tale. Da escludere la costruzione di nuovi edifici, pur di qualità, perché si negherebbero agli abitanti spazi liberi e ventilazione. L'inserimento di nuove architetture potrebbe infine essere incompatibile: torri triangolari rivestite di specchi riflèttenti nei Quartieri Spagnoli di Napoli? Edifici in vetro e metallo su spazi geometrici e nudi nei vicoli della Genova medievale? Sarà uno dei punti controversi della nuova legge. Però va conosciuta meglio per tante nuove regole che mirano a garantire una difesa più efficace del nostro patrimonio culturale. Tra l'altro l'aggravamento delle sanzioni penali per i reati a danno del nostro patrimonio, comprendente anche paesaggi naturali.
Idee da Costruire
Un disegno di legge proposto dal ministro Urbani mira a promuovere il miglioramento dell'aspetto delle città e la tutela dei beni culturali. Prevede un bollino verde per le opere di alta qualità riconosciute da una Fondazione composta dai ministeri della Cultura, delle Infrastrutture e dell'Università. La proposta mira a contrastare la mediocrità dell'architettura contemporanea italiana, che spesso non è riconosciuta all'estero. Il disegno di legge prevede anche un concorso di idee per la creazione di nuove opere architettoniche, con la scelta del vincitore da parte di un meccanismo che dovrebbe evitare il pilotaggio.
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