«Non è una questione politica», dice Giuliano Urbani, e in effetti Michelangelo è faccenda un po' diversa da Castelli. Perciò il ministro per i Beni culturali risponde all'appello del maestro Arnaldo Pomodoro e fa sapere che l'allestimento del Castello, la sistemazione della Pietà Rondanini, il vincolo o meno sul progetto BBPR «sono questioni tecniche, scelte che lascio alla Soprintendenza perché sono materie sulle quali si devono esprimere i tecnici e non i politici». Punto e a capo, la questione torna sul tavolo della soprintendente Maria Teresa Fiorio, che tra l'altro sta dirigendo il restauro del capolavoro. Questione annosa. Da una parte l'allestimento anni Cinquanta degli architetti Belgioioso, Banfi, Peressutti e Rogers, che potrebbe essere vincolato e divenire intoccabile. Dall'altro la Pietà, alla fine del percorso, «ora è come fosse sepolta in una cripta», ha spiegato Pomodoro al Corriere, «il pavimento abbassato, una base che non c'entra nulla e quel muro concavo che impedisce di girarle intorno, di vederla davvero». Lo dice uno dei massimi scultori al mondo. E ora lo ripete un altro grande artista, il maestro Kengiro Azuma, allievo prediletto di Marino Marini: «L'architetto Rogers è stato il primo a comprare una mia scultura, nel '61, l'allestimento è bello ma la sistemazione della Pietà, mi spiace, non va, Pomodoro ha ragione: è fondamentale che si possa vedere anche dietro, nasce un'altra immagine... Noi siamo abituati a metter sempre le cose contro un muro, ma le sculture devono stare in mezzo, libere! Così comincia un altro spazio, più vivo». Per risistemare la Pietà, il Comune approvò un progetto di Alvaro Siza che fu bloccato dall'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi. «Ma il progetto è sempre pronto», dice l'assessore alla Cultura Salvatore Carrubba, «noi abbiamo sempre detto che al Castello non si toccherebbe nulla tranne Michelangelo. Del resto l'allestimento risale a quando arrivavano 50 mila spettatori e ora superano il milione, non si può far finta che non sia passato mezzo secolo». Carrubba sorride ironico: «II punto vero è capire se prevale Michelangelo oppure lo studio BBPR. Io, che sono un povero ignorante, direi Michelangelo. Dopodiché vediamo cosa succede...».