Direttiva del sindaco Cammarata ai vertici dellUrbanistica e dellEdilizia privata: tra le soluzioni anche la "riperimetrazione" "Demolirle costa troppo". Adesso larea può diventare edificabile Diego Cammarata prende posizione su Pizzo Sella: in una direttiva spedita ai suoi uffici, il sindaco invita a trovare una soluzione per salvare le villette abitate, compresa la riperimetrazione delle aree, che sarebbero trasformate da agricole in edificabili. La demolizione sarebbe troppo costosa e il ripristino dei luoghi impossibile. La proprietà degli edifici resterebbe del Comune. Resterebbe in piedi però la confisca: le villette sono proprietà comunale Cammarata ha inviato agli uffici una direttiva per la riperimetrazione ALBERTO BONANNO Trentatré mesi. Trentatré mesi da quando dichiarò che a Pizzo Sella «discutere di abbattere è del tutto fuori luogo», e lasciò che fossero gli esperti dellUniversità e del Comune a pronunciarsi sulla sorte della "collina del disonore". Ma il 7 febbraio scorso il sindaco Diego Cammarata ha firmato il suo primo provvedimento che riguarda lecomostro che sovrasta Palermo. Che di fatto ne sancisce la sanatoria. Perché nella direttiva che il sindaco ha spedito allassessore e al dirigente coordinatore del settore Urbanistica, al direttore generale del Comune e al dirigente dei servizi Edilizia privata, tra le possibili soluzioni individuate per Pizzo Sella cè quella della riperimetrazione, latto tecnico che consentirebbe di trasformare le aree, con un colpo di penna, da agricole a edificabili. Perché, secondo il Comune, abbattere sarebbe troppo costoso e risanare la collina sarebbe impossibile. Una salvezza per la settantina di famiglie residenti, che sulla questione hanno ingaggiato una monumentale battaglia legale e che lo scorso 5 dicembre, a Villa Niscemi, hanno ricevuto dal primo cittadino la comunicazione che di lì a poco sarebbe stata notificata loro lordinanza di sgombero. Perché le case in cui abitano sono, dal 2000, definitivamente di proprietà del Comune, come prevede la legge che ne dispone la confisca. E questo è un problema che la riperimetrazione dellarea comunque non risolverebbe: i 170 edifici, abitati e disabitati, rimarrebbero patrimonio comunale. Per questa pronuncia in extremis del mandato, Cammarata ha voluto il conforto di una platea il più possibile corale. Lunica voce oggi assente è quella dellex assessore alla Legalità, Michele Costa, che sulla battaglia per Pizzo Sella si è giocato la poltrona in giunta. Ma nella direttiva Cammarata cita i risultati del lavoro condotto dal gruppo interno di tecnici che nel giugno 2005 è stato incaricato dello «studio preliminare di tutte le possibili soluzioni». Che è pervenuto alle medesime conclusioni della precedente relazione redatta dai saggi dellUniversità, che aveva messo laccento sullo smaltimento dei sei milioni di metri cubi di detriti e sullimpossibilità di riportare nelle condizioni originarie una montagna aggredita dal cemento armato e da centinaia di pali di fondazione. Così anche adesso: «Dallo studio - scrive il sindaco - emerge tra laltro che lipotesi di demolizione, che sembrerebbe obbligata dalle leggi di riferimento, presupposto della nota di sentenza, presenta difficoltà difficilmente superabili, sia relativamente al costo di detta operazione, sia allimpatto ambientale che sembra tale da recare ulteriore danno alla conformazione idrogeologica dei luoghi, rilevandosi difficoltoso se non impossibile il ripristino dellambiente preesistente alla realizzazione di dette costruzioni». Ai suoi uffici Cammarata ha dato il mandato di «verificare ogni possibile soluzione» del caso Pizzo Sella, «ivi compresa la perimetrazione, sia pur limitata alle parti oggi abitate, allinterno di un piano dambito», come tra laltro suggerito dalla quarta commissione legislativa dellArs, che della questione era stata investita nel maggio di due anni fa. E che sulla questione della riperimetrazione aveva giudicato il Comune inadempiente. Ma non solo, visto che lidea di riperimetrare le aree è quella sulla quale da anni insiste Nico Ferrante, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo delle Aquile. A lui è toccato il lavoro silenzioso di cucitura: sulla possibilità di cerchiare le case abitate, escludendo gli scheletri, Ferrante avrebbe già incassato il sì da parte di consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, che in aula non impallinerebbero la norma. «È la soluzione migliore - dice Ferrante - e spero che il sindaco riesca a portarla a compimento entro la fine del suo mandato. Male che vada, lo farà nel prossimo». Se per ribaltare trentanni di storia può bastare un tratto di penna, a pochi mesi dalle elezioni un po di scaramanzia non guasta.
SICILIA. Salvataggio per le ville di Pizzo Sella
Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha inviato una direttiva ai suoi uffici per trovare una soluzione per Pizzo Sella, una collina di Palermo che è stata oggetto di discussioni sulla sua demolizione. La direttiva prevede la "riperimetrazione" dell'area, ovvero la trasformazione delle aree agricole in edificabili, come soluzione per salvare le villette abitate. La demolizione sarebbe troppo costosa e il ripristino dell'ambiente originale impossibile. La proprietà degli edifici resterebbe del Comune, ma le villette sarebbero ancora soggette alla confisca. La direttiva è stata inviata dopo che il sindaco ha dichiarato che la demolizione non è una soluzione possibile.
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