Il direttore della Banca di Bologna spiega perché ha deciso di finanziare lintervento di recupero Mengoli: marketing con i tour operator «Bologna avrà dal restauro delle porte un ritorno di notorietà non solo a livello cittadino. Ecco perché abbiamo voluto che fossero restaurate tutte in ununica volta e non oggetto di interventi separati». Enzo Mengoli, direttore della Banca di Bologna («non siamo lo sponsor ma il finanziatore unico dellintervento», specifica) spiega così il ruolo della banca che affaccia su piazza Galvani nel primo grande restauro di uno dei simboli della città. Perché avete scelto le porte di Bologna? «Dentro e fuori le porte sono passati tutti quelli che nei secoli hanno attraversato Bologna. E il nostro dono a una città che amiamo e che vogliamo contribuire a fare più bella. E anche un segno di gratitudine verso i bolognesi che ci stanno dimostrando una fiducia che ci consente di crescere e svilupparci». In che modo cercherete di trasformare in evento non solo cittadino la riqualificazione dei casseri lungo i viali? «Stiamo pensando ad un progetto da sviluppare, e non solo per questa occasione, tramite una nostra controllata, la Pomodoro Viaggi. Si tratta di iniziative che raccontino che a Bologna ci sono molte cose da vedere e da fare: una delle piazze più belle dItalia, i portici, la gastronomia, la Ferrari a trenta chilometri e la Ducati poco lontana dalle Due Torri. Vogliamo fare azioni di marketing coi tour operator e nelle fiere internazionali del turismo, stringendo anche accordi con altri soggetti cittadini interessati». A quali pensate? «Alla Fiera, agli albergatori, ai ristoratori, allaeroporto, alle gallerie darte. Bologna non sarà Firenze o Roma ma penso che si possa fare ancora qualcosa per attirare turisti». E come farete conoscere alla città il restauro delle porte? «Oltre al sito internet per seguire i lavori, stiamo pensando ad un calendario di eventi collaterali. Lavoreremo molto con le scuole: vogliamo che i ragazzi conoscano la storia delle porte per riscoprire un interesse sulla loro città che a volte sembra assopito». Davanti alle ristrettezze dei bilanci pubblici, banche e fondazioni bancarie sono viste come le uniche ancore di salvezza. «Noi non abbiamo i mezzi per dare quanto danno le fondazioni. Però siamo unazienda che garantisce il suo impegno, oltre che al tessuto economico, anche a quello sociale e culturale della città». Con quali iniziative? «Sosteniamo, per esempio, dallinizio della sua attività lassociazione MICRObo, iniziativa incentrata sul microcredito. E una possibilità per persone che altrimenti rimarrebbero ai margini del sistema, ma è anche una via per combattere il degrado della città. Liniziativa vive anche grazie al contributo di una ventina di imprenditori e mecenati bolognesi che in questo modo smentiscono chi dice che le grandi famiglie imprenditoriali spesso si disinteressano della città».
BOLOGNA. Il restauro delle porte sarà un lancio per la città
Il direttore della Banca di Bologna, Enzo Mengoli, spiega il ruolo della banca nel finanziare il restauro delle porte di Bologna. La banca ha scelto di finanziare il progetto perché vuole promuovere la città e contribuire alla sua bellezza. Il restauro delle porte sarà anche un evento di marketing per attirare turisti. La banca lavorerà con le scuole per promuovere la storia delle porte e con tour operator e altri soggetti cittadini per promuovere la città. La banca sostiene anche iniziative sociali e culturali, come lassociazione MICRObo, che aiuta le persone che altrimenti rimarrebbero ai margini del sistema. La banca vuole dimostrare che le grandi famiglie imprenditoriali possono essere anche un supporto alla città.
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